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Risparmio energetico. In Sicilia l’ iniziativa “Mille tetti fotovoltaici”

L’ iniziativa per il risparmio energetico in Sicilia parte con il progetto “Mille tetti fotovoltaici”.
Grazie a un accordo tra l’ Assessorato Regionale all’ Industria, Gruppo Beghelli e Fondazione onlus Horcynus Orca, nelle province siciliane potranno essere installati 9 mila impianti fotovoltaici di potenza pari a 3 kw.
Oltre alle famiglie potranno aderire Comuni, enti provinciali, curie vescovili e carceri, che potranno procedere all’ impianto sugli edifici di propria competenza. Si attende ora la pubblicazione del bando per l’ erogazione di un contributo in conto capitale a favore dei beneficiari, che per 20 anni avranno a disposizione
energia a costo zero.Il costo complessivo dell’ installazione ammonta a 450 euro, finanziabili in parte dalla Regione. Il Gruppo Beghelli fornirà il materiale e l’ assistenza tecnica, mentre la onlus si occuperà della patte progettuale attraverso la stesura di progetti e l’ inserimento di 135 lavoratori in condizione di esclusione sociale.
Oltre agli impianti industriali la Regione è interessata alla diffusione di quelli di piccole dimensioni presso famiglie ed enti locali, in modo da aumentare il ricorso all’
energia pulita. Secondo Gian Pietro Beghelli, presidente dell’ omonimo gruppo, la diffusione di una precisa cultura sulla necessità di gestire con intelligenza l’ energia, alla luce anche dei gravissimi effetti sull’ ambiente che gli sprechi delle fonti possono comportare, è fra i principali obiettivi della società.

[ Fonte: Regione Sicilia ]

La certificazione energetica degli edifici: un importante elemento di trasparenza per il mercato immobiliare

La certificazione energetica è un documento che attesta la prestazione o il rendimento energetico di un edificio, ovvero il fabbisogno annuo di energia per la climatizzazione invernale o estiva, riscaldamento dell’acqua per uso domestico, ventilazione, illuminazione. Promuove, dunque, la conoscenza tra i cittadini della qualità energetica della propria casa.
Tramite la certificazione energetica si attribuisce ad un immobile una classe energetica che va da G ad A+. Vengono in questo modo sintetizzate tutte le informazioni legate al rendimento energetico. In altre parole, la certificazione energetica permette di conoscere la qualità energetica dell’ edificio o dell’ unità immobiliare oggetto di compravendita o di locazione; introduce un importante elemento di trasparenza per il mercato immobiliare e promuove la conoscenza tra i cittadini della qualità energetica degli edifici. Inoltre, l’ efficienza energetica dell’ immobile risultante dalla certificazione energetica incide anche sul suo valore di mercato.La certificazione è obbligatoria in caso di trasferimento di immobili a titolo oneroso, dal 1 luglio 2007 per gli edifici di superficie utile superiore ai 1000 mq; dal 1 luglio 2008 l’ obbligo è stato esteso anche agli edifici di superficie inferiore ai 1000 mq, ad eccezione delle singole unità immobiliari. Infine dal 1 luglio 2009 sarà obbligatoria anche per le singole unità immobiliari e non soltanto per gli immobili di nuova costruzione ma anche per gli edifici esistenti.
Una problematica di particolare importanza attiene alla sussistenza o meno dell’ obbligo di allegazione agli atti di compravendita della certificazione energetica. Ciò in quanto il predetto obbligo era previsto, a pena di nullità, dalla Dlgs. 192 / 2005 agli artt. 6 commi 3 – 4 e commi 8 – 9 dell’ art. 15, che sono stati abrogati dall’art. 35 D.L. 122 / 2008 convertito in legge. Il problema nasce dal fatto che in Piemonte la legge Regionale n. 13 / 2007 prevede, in caso di compravendita, l’ obbligo di allegazione a cura del venditore e, in caso di locazione, la messa a disposizione del predetto da parte del locatore.
Le sanzioni previste dalla legge regionale per il mancato rispetto di tali prescrizioni sono le seguenti: per il proprietario vi è una sanzione pecuniaria che va da 1.000,0 euro a 10.000,00 euro; per il conduttore da 500.00 euro a 5.000,00 euro. Ci si è chiesti pertanto, alla luce dell’ abrogazione della legge nazionale, se persista o meno tale obbligo. Sul punto, vi è un interessante parere del Consiglio Nazionale del Notariato che distingue il caso in cui vi sia una legge regionale come in Piemonte da quello in cui non vi sia.
Nel primo caso, il consiglio notarile invita i Notai alla massima prudenza ritenendo che gli stessi debbano seguire quanto disposto dalla legge regionale e quindi mantenere l’ obbligo di allegazione. Nelle regioni che non hanno legiferato il consiglio notarile ritiene che non sussistano ragioni che facciano sorgere in capo al Notaio l’ obbligo di richiedere l’ allegazione dell’ attestato di qualificazione energetica, né che l’ alienante documenti di averlo messo a disposizione dell’ acquirente.

[ Fonte: Avv. Stefania Varca – Ircat ]

Risparmio energetico. Obbligo di immobili a zero energia

Tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 dovranno essere autonomi per il consumo energetico.

Dovranno cioè produrre tanta energia quanta ne consumano sul posto. L’ orientamento è stato votato dal Comitato Industria, Ricerca, Energia del Parlamento europeo, impegnato a rivedere la direttiva comunitaria del 2002 sul rendimento energetico degli immobili.

Gli europarlamentari hanno anche sollecitato un maggior investimento pubblico per promuovere l’ efficienza energetica degli edifici. Secondo la decisione adottata dal Comitato, che verrà votata alla plenaria del 4 / 7 maggio, entro la data limite del 31 dicembre 2018 gli stati membri dell’ Unione europea dovranno assicurarsi che tutti i nuovi edifici consumino tanta energia quanta ne producono, per esempio sfruttando i pannelli solari o le pompe di calore.Al provvedimento non sfugge il patrimonio immobiliare esistente. Il Comitato ha votato, infatti, anche a favore di obiettivi nazionali intermedi per gli stabili esistenti. Così, per esempio, si dovranno fissare percentuali minime di edifici ad energia zero rispettivamente nel 2015 e nel 2020.

Ma come viene definito un immobile a zero energia? Per il momento gli europarlamentari lo definiscono tale dove, come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico dell’ immobile, il consumo totale annuale di energia primaria sia uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili. Sarà, però la Commissione europea a dover studiare nel dettaglio, entro il 2010, una definizione comune per gli immobili a energia netta zero.

[ fonte: www.mondocasablog.it ]

Ecco la bio-palazzina: è fatta tutta in legno

Realizzata in zona Don Gentili. Progetto in bioedilizia, unico nella regione e tra i primi in Italia, che porta sul mercato una nuova abitazione, costruita con materiali ‘non tradizionali’ e che garantisce un notevole risparmio energetico.
Sicura, solida, elastica, calda, confortevole: sono le caratteristiche della palazzina, a tre piani, tutta in legno, che sta sorgendo in via Cecconi (zona don Gentili). Un progetto in bioedilizia, unico nella regione e tra i primi in Italia, che porta sul mercato un tipo di abitazione nuova, costruita con materiali ‘non tradizionali’. Il progetto è dello studio Cecchi Strika associati e la società realizzatrice è la San Marco Holding.

Piano terra, primo piano e mansarda sono realizzati completamente in legno, le fondamenta e il piano interrato “con cemento naturale, di tipo pozzolanico, quello, per intenderci — spiega l’architetto Davide Cecchi — usato dai romani per costruire i piloni dei loro ponti”. E’ la prima volta che una impresa edile costruisce secondo questi nuovi criteri, solitamente si tratta di iniziative di privati.

“La nostra — spiega Cecchi — è una scelta imprenditoriale, che per dimensioni e filosofia, non vuole fare concorrenza alle grandi imprese edili presenti sul territorio. Di fronte alla crisi del mercato immobiliare noi abbiamo cercato di individuare una nicchia particolare che è appunto quella della bioedilizia e bioarchitettura”.

“La ‘casa bio’, non solo è costruita in legno e con l’uso di materiali e tecnologie a basso impatto ambientale, ma garantisce un risparmio energetico importante: se in una casa tradizionale si consumano 150-200 kw al metro quadrato, nella ‘casa bio’ si sta al di sotto dei 30 kw al metro quadrato. Per di più l’energia necessaria è prodotta attraverso fonti alternative come gli impianti fotovoltaici e gli impianti solari termici”.

E dal punto di vista della sicurezza? “Il legno ha una elasticità di base — sottolinea Cecchi — che non hanno altri materiali. Se nelle zone ad alto rischio sismico si adottasse questo tipo di sistema costruttivo non si avrebbero tragedie come quella dell’Abruzzo. I vantaggi sono diversi: la casa in legno non ha problemi di durata e si costruisce in sei mesi, invece dell’anno e mezzo delle palazzine in muratura”.

“Anche dal punto di vista del prezzo le case in legno, costruite secondo i criteri della bioedilizia — sottolinea l’architetto — sono competitive e l’eventuale sovraprezzo, non superiore al 5-10% dei costi base, è legato all’uso di tecnologie e prodotti particolari”.

“Tra l’altro le spese sono ammortizzabili in pochi anni grazie al risparmio energetico e alla gestione complessiva di questo tipo di abitazione”. Architetto avete già altre costruzioni in cantiere? “Stiamo valutando l’ipotesi di aprire nuovi cantieri in altre città italiane”.

( fonte: Anna Marchetti – IlRestoDelCarlino )

Nasce in Puglia il distretto dell’ edilizia sostenibile

Nuove opportunità per lo sviluppo del comparto delle costruzioni.
È stato riconosciuto dalla Regione Puglia il Distretto produttivo dell’ edilizia sostenibile, un’ aggregazione di attori pubblici e privati creata con l’ obiettivo di diffondere sul territorio un nuovo modo di costruire finalizzato a realizzare un prodotto edilizio più evoluto che minimizzi l’ utilizzo delle risorse ambientali.
L’ opportunità è stata offerta dalla legge regionale n. 36 / 2007 sulla Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi, uno strumento che favorisce l’ unione di imprese per comparti produttivi o filiere in cui si coniugano produzione, ricerca, innovazione e formazione degli operatori, finalizzate ad incrementare la competitività e a conquistare fette di mercato attraverso proposte innovative.
Promosso e coordinato da ANCE Puglia, il Distretto dell’ edilizia sostenibile coinvolge più di 150 attori, tra imprese edili, produttori di materiali, sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali, centri di ricerca come CETMA ed ENEA, l’ Istituto per la Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale, istituti di credito, scuole di formazione professionale, Università e Politecnico di Bari.Il Distretto si propone di diffondere una nuova cultura costruttiva e favorire il mercato delle costruzioni ecosostenibili in Puglia che, secondo le stime dell’ Enea, potrebbe toccare nel 2019, tra edilizia residenziale e non residenziale, gli 8 miliardi di euro con una domanda di materiali ecocompatibili pari a circa 2 miliardi di euro; attraverso la creazione di reti di imprese del settore il distretto intende sviluppare la qualità costruttiva e l’ utilizzo di materiali ecocompatibili in linea con le esigenze dell’ edilizia sostenibile, sostenere strategie di recupero del territorio e degli edifici per innalzare la qualità della vita dei suoi abitanti, formare nuove figure professionali specializzate nell’ edilizia sostenibile, promuovere la ricerca scientifica e l’ innovazione tecnologica finalizzata ad implementare l’ edilizia sostenibile nella regione.
“Il riconoscimento del Distretto – ha dichiarato Salvatore Matarrese, presidente ANCE Puglia – ha una particolare valenza in questo momento di crisi per il comparto delle costruzioni. Rappresenta un’ interessante opportunità di collaborazione ed integrazione a livello regionale tra mondo imprenditoriale, della formazione e della ricerca per consolidare la filiera delle costruzioni e creare un polo di eccellenza strategico sia nel costruire sostenibile che nel modello di partenariato pubblico – privato che andrà a determinarsi”.
L’ Ance Puglia ha la rappresentanza regionale della categoria imprenditoriale inquadrata nel sistema associativo facente capo all’ Ance (Associazione Nazionale Costruttori edili). In particolare rappresenta e tutela i costruttori nei rapporti con le istituzioni e le amministrazioni regionali, con le rappresentanze politiche economiche, sindacali e sociali e con ogni altra componente regionale della società. Inoltre promuove esamina e tratta i problemi specifici della categoria a livello regionale, assume le relative determinazioni ed interviene presso le Autorità, enti ed Amministrazioni competenti per la risoluzione degli stessi. L’ attività dell’ Ance Puglia si esplica in conformità agli scopi e funzioni stabilite dallo statuto approvato dall’ Ance.

[ Fonte: Ufficio stampa SEC Mediterranea ]