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Premiati i comuni più attenti all’ efficienza energetica

Nell’ ambito di Saienergia, il salone delle energie rinnovabili e tecnologiche a basso consumo per il costruire sostenibile che si svolge durante il Saie si è svolta la premiazione dei Comuni vincitori della Prima Edizione del “Premio Sostenibilità Ambientale e Sociale per il Comune – Efficienza energetica e innovazione nell’ edilizia”.
La Giuria del premio, composta da Filippo Bernocchi – Delegato Anci per le politiche ambientali, dal Prof. Giuliano Dall’ O’ del Dipartimento Best del Politecnico di Milano, da Gianni Scotti della delegazione Italiana Habitat Saint – Gobain e da Mario Massaro – Responsabile energia e ambiente in Ancitel e membro di una commissione tecnica presso il Ministero dell’ Ambiente, ha premiato quattro soggetti istituzionali che si sono distinti per aver adottato soluzioni a favore di un’ edilizia efficiente e sostenibile: il Comune di Cerzeto, Palermo, Castelnuovo Magra e il Consorzio di 26 Comuni del Mantovano e ha conferito due menzioni particolari al Comune di San Salvo e al Comune di Brusaporto.
Il Premio, rivolto a tutti i Comuni Italiani e Consorzi / Unioni fra Comuni per due fasce previste (Enti fino a 10.000 abitanti e Enti oltre i 10.000 abitanti), si poneva come principale obiettivo quello di valorizzare le migliori esperienze dei Comuni in tre ambiti chiave identificati dalle tre categorie:
Categoria 1, edilizia abitativa comunale (ristrutturazioni / riqualificazioni e nuove realizzazioni); Categoria 2, edilizia comunale non abitativa; Categoria 3, azioni di programmazione energetica e ambientale a livello comunale o sovracomunale per la promozione dell’ efficienza e del risparmio energetico nell’ edilizia abitativa.
“Nelle valutazioni abbiamo tenuto conto oltre che della qualità energetica e delle prestazioni degli interventi anche della qualità architettonica, dell’ innovazione delle soluzioni e delle azioni divulgative e gli adottati sistemi di monitoraggio dei consumi spiega il Prof. Giuliano Dall’ O’.
“Noi riteniamo che il dialogo tra il mondo delle industrie e delle istituzioni sia di fondamentale importanza e costituisca la vera innovazione. Rispettare gli obiettivi comuni di efficienza e sostenibilità ambientale nei processi di urbanizzazione è un’ esigenza di entrambi. Il nostro impegno si traduce in progetti concreti, attraverso i quali desideriamo dimostrare agli operatori del settore e alle Amministrazioni locali, la volontà di dialogare con loro, di interpretare ed anticipare i loro bisogni, grazie ad una costante e continua ricerca di soluzioni innovative, sia nell’ edilizia privata che in quella pubblica“, ha commentato Gianni Scotti, Presidente Gruppo Saint – Gobain Italia.Il Comune di Cerzeto (CS) si è aggiudicato il premio per la Categoria 1 con il progetto di ricostruzione del paese di Cavallerizzo a Pianette distrutto a seguito della frana del 7 marzo 2005.Il Comune di Palermo si è classificato primo per la Categoria 2 con un intervento che ha interessato la valorizzazione energetica dell’ edificio scolastico Giotto.
Per la Categoria 3 si sono classificati primi i due soggetti Castelnuovo Magra e il Consorzio di 26 Comuni del Mantovano. Castelnuovo Magra (SP) per aver definito e adottato un regolamento edilizio innovativo, integrato da apposite linee guida per l’ uso efficiente dell’ energia e la valorizzazione delle fonti rinnovabili. Il Consorzio di Comuni del Mantovano, invece, riceve il premio per Energy Management d’ Area cui hanno aderito 26 Comuni dell’ area Obiettivo 2 della Provincia di Mantova.
Il consorzio ha promosso un’ azione intercomunale coordinata, integrata e completa, ottenendo come vantaggio una strategia unitaria efficace per promuovere un uso consapevole delle risorse energetiche e dell’ ambiente rappresentando, per la prima volta, un intero territorio all’ interno di un singolo progetto caratterizzato da interessanti quanto diversificate azioni integrative, a supporto dei Comuni, e ha contribuito alla riduzione del consumo energetico ed al coinvolgimento dei cittadini e degli studenti.
La Giuria ha anche conferito due menzioni particolari al Comune di San Salvo che ha dimostrato come anche un comune di piccole dimensioni possa dotarsi di uno strumento di pianificazione sostenibile del territorio urbano e al Comune di Brusaporto per l’ impegno e la competenza dimostrati nella realizzazione di un progetto ad elevate prestazioni energetiche.

Tecnologie e materiali per costruire in modo sostenibile

Avveniristiche tecnologie al servizio dell’ immobiliare le cui applicazioni, come ha ricordato Benito Sicchiero di Assoedilizia, sono comunque condizionate dalla situazione del mercato.
Riscaldare una casa di tre piani con l’ equivalente del calore fornito da 10 candele? Si può già fare; mentre, per realizzare con meta materiali il mantello di Harry Potter che rende invisibili, per ora prototipo, bisognerà aspettare il passaggio alla produzione industriale.
Meraviglie di oggi, illustrate a Como al convegno organizzato dal Centro Volta con Camera di Commercio di Como e Politecnico di Milano.
All’ evento il direttore di ComoNExt ingegner Stefano Poretta ha annunciato la prossima istituzione, a Lomazzo, e con la collaborazione della Regione Lombardia e delle Università, del nuovo meta distretto tecnologico con una settantina di imprese destinate a ricevere e ad offrire innovazioni utili all’ intero settore
immobiliare, e non solo.
Ma perché queste novità – testimonianze tangibili della ricerca universitaria e dell’ intraprendenza della piccola e media industria – possano trovare adeguato e proficuo utilizzo bisogna tenere sott’ occhio l’ andamento del
mercato per capire se è in grado di recepirle.
E luci ed ombre si alternano sullo stesso, come ha rilevato il giornalista Benito Sicchiero, responsabile della Comunicazione di Assoedilizia con la relazione dal titolo “L’ impatto della crisi sul
mercato immobiliare. Prospettive di ripresa. Analizzate le cause della crisi (eccesso di produzione per assorbire la quale il credito si è diffuso in maniera incontrollata favorito, da un lato, dai governi, in primis quello statunitense, dall’ altro lato dagli istituti di credito che hanno lucrato enormi profitti), Sicchiero ha fatto il punto sulla situazione domestica: pur non potendo parlare, nell’ immobiliare italiano, di bolle e relativi scoppi (come avvenuto in Usa, Gran Bretagna, Spagna) per la seconda volta nel dopoguerra – la prima risale agli anni 1993-1998 – il mercato sta registrando flessioni in tutti comparti.
“Nel 2009 – ha detto – la stima delle compravendite è pari a circa 600.000 unità, -13,5 % rispetto al già non felice 2008, e -15% rispetto al 2007. Ma a Milano, che pure ha registrato rispetto negli analoghi periodi del 2008 un calo del 20% nel primo trimestre, da marzo e giugno le compravendite hanno segnato un lieve recupero. Sul fronte dei prezzi del residenziale, l’ usato – a prescindere dai dati ottimistici messi in giro – registra un calo medio del 6-8% da aggiungere al calo del 2008.
Nella nuova produzione edilizia il calo è del 20 – 25%. La contrazione, iniziata già prima della crisi, è correlata alla drastica caduta della domanda dovuta soprattutto alla riduzione dei livelli di reddito delle famiglie e alla maggiore cautela nella spesa. Attenzione però: si parla di dati medi che devono tenere conto di realtà molto diverse.
Per quanto riguarda il non residenziale: gli immobili uso ufficio hanno registrato un calo del 6 – 7%, gli immobili industriali del 18 – 20%. Ma ciò che preoccupa maggiormente è che ci sono milioni di metri quadri di uffici e capannoni vuoti e destinati a rimanere tali fino al completamento del ciclo della ripresa (2012 – 2013), assieme a un gran numero di alloggi (250.000 in Italia, oltre 50.000 in Lombardia) appena costruiti o in via di ultimazione”.
E le prospettive? Incerte.
Con il 2010 dovremmo assistere a un sostanziale assestamento sia su numero compravendite sia su valori, e vedere anche diversi segni +. Sempreché sul fronte dell’ economia generale non ci siano altre bufere (si diffondono allarmi su una crisi a W: cioè sulla ripresa cui segue una seconda caduta).
Tra i segnali negativi, i tagli delle banche alla concessione di mutui, mentre le stesse hanno ridotto i loro uffici mutui del 20 – 30% con una punta del 70%. Tra i fattori positivi: una parte del rientro di capitali dovuto all’ ennesimo scudo fiscale dovrebbe venire investito nel mattone. Il Piano Casa dovrebbe muovere, solo in Lombardia, 6 mld di euro.
Non preventivabili invece gli impatti sul mercato di Expo 2015 e dei piani pubblici di realizzazione di case sociali. Ma lo Stato dovrebbe impegnarsi maggiormente con una politica fiscale che punti il risparmiatore privato all’ investimento in nuove case da offrire in locazione: e per richiamare investimenti nel settore indispensabile è la cosiddetta cedolare secca al 20% sugli affitti, applicata, come sostiene il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, a tutti i contratti di locazione e non solo a quelli concordati – agevolati.
Sul tema “Materiali poveri & tecnologie avanzate: applicazioni nell’ Isolamento termico e acustico degli edifici” sono intervenuti i professori Alberto Cigada e Luigi de Nardo del Politecnico di Milano; l’ ingegner Simona Pezzucchi ha illustrato le tecnologie delle case a L’ Aquila realizzate dall’ azienda Meraviglia di Bulgarograsso (Como), mentre il signor Lorenzo Striatto di Termoisover di Mariano Comense ha presentato “Esempio concreto di una casa passiva in Lombardia” dalle eccezionali capacità isolanti (costo, assicura, non più del 10% di una casa normale).
Il professor Fausto Brevi del Politecnico di Milano ha illustrato“Strumenti e metodi della Prototipazione virtuale per lo sviluppo di una progettazione sostenibile”.
www.assoedilizia.com
[ Fonte: Mondocasablog.com ]

Gli immobili a risparmio energetico sono il futuro?

Questo gruppo di facebook é stato creato appositamente per permettere a tutti coloro che credono o non credono che il risparmio energetico nel settore immobiliare avrà o meno un futuro.

Noi di Iniziative Immobiliari pensiamo che sia il nostro futuro e il futuro di coloro che acquistano case…

E’ per questo motivo che alcune nostre realizzazioni sfruttano appieno questi principi fondamentali. Es. Residenza Nuova Conca D’Oro a Varese.

Voi che ne pensate?

http://www.facebook.com/group.php?v=app_2344061033&gid=201639080140#/group.php?gid=201639080140&ref=mf

( n.b. solo chi ha un account facebook può accedervi )

XVI edizione di Ecosistema Urbano

Rapporto annuale di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia. Brusca battuta d’ arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana.
Verbania vince la classifica della qualità ambientale davanti a Belluno e Parma. Male il Sud malissimo la Sicilia: Catania è la maglia nera
È un’ Italia più tartaruga che lepre quella delle città italiane, dove si registra una battuta d’ arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’ energia.
È scarsamente attrattivo il trasporto pubblico, le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite, la congestione da quattroruote è identica, sale solo dell’ 1% l’ efficienza della depurazione e il parametro migliore alla fine è quello della raccolta differenziata.
In questo scenario statico spiccano le performance di Verbania, Belluno, Parma, Bolzano e Siena, che occupano i primi cinque posti della classifica, così come risaltano, stavolta in negativo, gli ecorisultati di Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta, adagiate sul fondo della graduatoria.
Questi in sintesi i risultati della XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore. La ricerca vede primeggiare ancora una volta solo comuni del centro – nord, mentre il Meridione resta ancora indietro, anche se qualche municipio inizia a muoversi: tra i primi 42 classificati di quest’ anno troviamo, infatti, quattro comuni del Sud: Salerno (34ª), Campobasso (39ª), Potenza (40ª) e Matera (42ª).In generale, tuttavia, il fondo della graduatoria rimane monopolio del Mezzogiorno, con qualche new entry negativa anche dal Nord, come la lombarda Como (86ª) o la ligure Imperia (87ª). Nelle ultime venti posizioni sono rappresentate ben otto regioni italiane, ma è la Sicilia la maglia nera: tutti e nove i capoluoghi di provincia sono, infatti, piazzati in fondo. Seguono Calabria e Lazio con tre città ognuna, poi con un capoluogo ciascuno Sardegna, Molise, Liguria, Lombardia e Campania con Napoli che si piazza 89ª (era 88ª lo scorso anno).
Non investire nella sostenibilità urbana produce un doppio danno, sia locale che globale – ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – nelle città infatti si concentrano le più alte percentuali delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e degli spostamenti: migliorando l’ ecosistema urbano, quindi, si offre un ambiente migliore agli abitanti e, nello stesso tempo, si contribuisce alla riduzione dei gas climalteranti che stanno facendo salire la temperatura del pianeta. Proprio dai centri urbani, anzi, in vista del vertice di Copenaghen, potrebbe partire una sfida in tre settori determinanti: edilizia, mobilità e inversione dell’ effetto isola di calore. Tre ambiti dove le pubbliche amministrazioni e le imprese devono promuovere innovazione, sostenibilità, riduzione dei consumi e delle emissioni con il coinvolgimento della ricerca, degli urbanisti e, non ultimo, della gente comune, che già esprime questi nuovi bisogni ma, come testimonia anche quest’ anno Ecosistema Urbano, troppo di rado trova risposte adeguate sul territorio”.
“Le città sono in sofferenza – ha aggiunto Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente – alle prese con numerosi problemi ambientali e una manutenzione che malagestione o risorse economiche sempre più risicate a disposizione delle amministrazioni locali rendono via via più problematica e carente. Eppure proprio i centri urbani, che sono tra i principali attori di un modello di sviluppo non sostenibile, sono i luoghi che possono governare direttamente il trasporto pubblico e la mobilità, che possono regolare coi loro piani il come, il dove e la qualità del costruire, che possono gestire al meglio le risorse energetiche, il ciclo dei rifiuti e quello dell’ acqua, ridurre le emissioni di gas climalteranti e contrastare i cambiamenti climatici. Queste opportunità sono tutte nelle mani dei sindaci. Dovrebbero solo amministrare un po’ più da formiche e un po’ meno da cicale”.
Tornando ai risultati di Ecosistema Urbano di Legambiente, Verbania scala la classifica e dal 4° posto dello scorso anno si aggiudica il podio, grazie a significativi miglioramenti nelle medie del Pm10, nell’ ottima percentuale di raccolta differenziata che la conferma leader in Italia con il 72,8% di rifiuti raccolti in modo specifico, nelle emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico, nei metri quadrati di zone limitate al traffico veicolare.
Questi i punti forti a cui si aggiungono alcune buone conferme come quelle nei metri quadrati di isole pedonali e nelle certificazioni ambientali Iso 14001, per cui è seconda in Italia nella classifiche di settore. Il tutto, amalgamato con chiari passi avanti generali: dai consumi idrici alla percentuale di perdite della rete, ai passeggeri trasportati dagli autobus, ai consumi di carburanti.
Insieme alla prima classificata, Verbania, si confermano tra le migliori alcune delle città da anni habitué delle zone alte della classifica, come Belluno, vincitrice delle due precedenti edizioni e quest’anno al 2° posto, seguita da Parma (3ª), Bolzano (4ª) e Trento (6ª). Tra i comuni entrati da un paio di edizioni tra le eccellenze, si confermano Siena (5ª), Savona (7ª), La Spezia (8ª), tutti capoluoghi di provincia, espressione in massima parte del nord del Paese. Tra le new entry nella decina migliore impressiona il salto in avanti di Gorizia, che dalla 39ª postazione dello scorso anno sale alla decima.
Catania, ultima in graduatoria, riassume quello che succede (o che non succede) in coda alla classifica. Il capoluogo etneo butta al vento il 50% dell’ acqua potabile immessa in rete, depura un terzo dei suoi scarichi fognari, raccoglie in maniera differenziata il 3% della spazzatura, ha un alto tasso di motorizzazione, un mediocre trasporto pubblico, pochissime isole pedonali e scarse zone a traffico limitato.
Tra le quattro metropoli invece, Milano è la più alta in classifica (46ª). Il capoluogo lombardo migliora particolarmente nei viaggi per abitante all’ anno su bus e metropolitane (sono 443 in media quest’ anno, erano 415) e nelle emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico, più che dimezzate.
La seconda delle metropoli è Roma, 62ª (70ª nella passata edizione) con un comportamento stabile, ma in lieve miglioramento negli indicatori dello smog e del trasporto pubblico. Per il resto, tuttavia, quasi tutti gli indici, segnano cattive o pessime prestazioni.
A Torino, 77ª, diminuisce, lo spazio destinato ai pedoni e alle ztl, mentre aumentano i metri complessivi di suolo urbano destinati ai ciclisti (era 4,16 metri equiv./100 ab, sono ora 5,54).
Napoli infine, sta sempre lì, in basso (89ª), a dimostrazione che i problemi storici di cui soffre la città non sono ancora risolti. Si muove un po’ la differenziata dei rifiuti, ma nel capoluogo partenopeo notiamo una desolazione quasi assoluta per quel che riguarda lo spazio a disposizione di pedoni, ciclisti e ztl, così come va poco oltre una collezioni di zeri negli indicatori riferibili alle energie rinnovabili.

Si ringrazia la Coldiretti
L’ Ufficio Stampa Legambiente
06.86268353-79-60-76

[ Fonte: Mondocasablog.com ]