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Solarexpo & Greenbuilding: fonti rinnovabili e architettura sostenibile

Evento:
Solarexpo & Greenbuilding: cresce la nuova economia
Da mercoledì 5 a venerdì 7 maggio 2010
Fiera di Verona

Solarexpo e Greenbuilding si terranno alla Fiera di Verona dal 5 al 7 maggio 2010, in anticipo di un giorno rispetto alle passate edizioni. Un cambio di data in linea con il sempre più elevato ruolo giocato dai due eventi espositivi nell’ ambito della comunità business che richiede di massimizzare l’ efficacia delle tre giornate espositive.
”Abbiamo deciso di anticipare di un giorno l’ apertura di Solarexpo e Greenbuilding – spiega Sara Quotti Tubi, direttore delle manifestazioni – per dare agli espositori e ai visitatori la possibilità di sfruttare appieno le opportunità di business offerte dai due eventi”.
Solarexpo e Greenbuilding sono l’ appuntamento leader in Italia dedicato alle fonti rinnovabili e all’ architettura sostenibile. Una realtà confermata dai numeri dell’ edizione 2009: nove padiglioni, 1.060 espositori, 81.000 mq di superficie espositiva totale, 8.000 mq di area espositiva esterna, 63.800 visitatori qualificati certificati, 38% espositori esteri, 41 nazioni rappresentate. E per la prossima edizione gli obiettivi saranno ancora più alti, supportati dall’ ottimo feedback ottenuto da visitatori ed espositori.
Solarexpo, alla sua undicesima edizione, propone technology focus dedicati a tematiche di particolare interesse per creare una sinergia tra espositore e visitatore. La prossima edizione proporrà le aree Polygen (cogenerazione distribuita e trigenerazione), PV supply chain (la filiera del fotovoltaico), CSP (concentrating solar power), Green Job Center (il punto di incontro tra la domanda e l’ offerta di lavoro ”verde’‘), Ecomove (mobilità a basso impatto ambientale) e Bioenergy (biomasse, biogas e biocarburanti).
La quarta edizione di Greenbuilding, oltre ai consueti tematismi, avrà all’ interno dell’ area espositiva quattro technology focus dedicati a luce e domotica (led e illuminazione ad alta efficienza, home & building automation), architettura in legno (edifici a basso impatto ambientale e ad alte prestazioni energetiche), geotermia (applicazioni nel residenziale e nel produttivo / terziario) e software professionali (progettazione, simulazione e certificazione energetica).

Segreteria organizzativa:
Expoenergie srlTel 0439 / 849855 – fax 0439/849854
info@solarexpo.com – http://www.solarexpo.com/
info@greenbuildingexpo.eu
http://www.greenbuildingexpo.eu/

Ufficio stampa:
Expoenergie srl
Tel. 0439/849855 – fax 0439/849854 – cell. 347 9306784
press@solarexpo.com – press@greenbuildingexpo.eu

[ Fonte: notizia tratta da Mondocasablog.com ]

Energia da fonti rinnovabili

Energia da fonti rinnovabili: per le regioni troppe restrizioni.

Si è ancora in attesa dell’ approvazione di Linee Guida nazionali che definiscano il procedimento definitivo per il rilascio dell’ autorizzazione unica e per il corretto inserimento degli impianti di produzione di
energia da fonti rinnovabili nel paesaggio, in particolare dagli impianti eolici.
Per questo motivo le Regioni hanno legiferato in modo autonomo, adottando leggi che purtroppo hanno creato ostacoli diretti e indiretti nell’ accesso al mercato, con conseguenti distorsioni della concorrenza tra operatori localizzati in diverse aree del territorio nazionale.Così ha comunicato l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con la segnalazione n. 77 del 19 aprile 2010, a proposito della regolamentazione dei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni per l’ installazione di impianti di
energia da fonti rinnovabili. L’ Antitrust ha evidenziato che già dal 2003 il legislatore nazionale aveva previsto l’ adozione di specifiche Linee Guida mirate a definire i principi per lo svolgimento del procedimento per il rilascio dell’ autorizzazione unica e per il corretto inserimento degli impianti nel paesaggio, in particolare degli impianti eolici.
Ma finora le Linee Guida non sono state emanate, pertanto le Regioni si sono viste costrette a legiferare in autonomia, con conseguenti ripercussioni negative sul mercato.
Recentemente i Ministeri competenti hanno sottoposto una bozza delle Linee Guida nazionali ad un processo di consultazione pubblica dei soggetti economici interessati e al confronto tecnico con le Regioni e gli enti locali. Sul contenuto della bozza, l’ Antitrust ha espresso una prima valutazione favorevole: nel complesso la loro formulazione è coerente con l’ obiettivo di rimuovere le restrizioni nell’ accesso alla produzione di
energia elettrica da fonte rinnovabile e le difformità esistenti tra le varie situazioni locali nei processi di autorizzazione all’ esercizio di tale attività.
La segnalazione dell’ Antitrust dovrebbe essere subito recepita dai responsabili di questo provvedimento ed essere stimolo a che i principi individuati nelle Linee Guida nazionali siano efficacemente e tempestivamente recepiti a livello regionale, con modalità idonee a un corretto utilizzo degli spazi di discrezionalità riconosciuti alle amministrazioni regionali, che sono chiamate a svolgere un ruolo primario nell’ assicurare il rispetto degli obiettivi assegnati a livello comunitario, tenendo conto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione.
L’ obiettivo è uno solo: l’ Italia deve raggiungere efficacemente gli obiettivi assunti in tema di sviluppo e produzione elettrica da fonti rinnovabili di energia.

In sintesi le problematiche segnalate dall’ Antitrust
* la dispersione dei centri decisionali a motivo della ripartizione delle competenze autorizzatorie per il rilascio dell’ autorizzazione unica tra Regioni, Province e Comuni;
* l’ incertezza nei tempi del procedimento autorizzatorio (moratorie previste da diverse leggi regionali);
* restrizioni dirette nell’ accesso al mercato ovvero limitazioni quantitative all’ installazione degli impianti;* limitazioni indirette nell’ accesso al mercato, quali richieste, difformi da regione a regione, di ulteriori requisiti / documentazione non previsti dalla normativa primaria di riferimento (requisiti soggettivi e / o attinenti all’ organizzazione del proponente, imposizione di misure volte a favorire l’ economia locale);
* imposizione di oneri economici (oneri di istruttoria, fideiussioni per il ripristino dei luoghi, misure di compensazione) ingiustificati o comunque eccessivi per il proponente;
* subordinazione dell’ autorizzazione unica ad atti o pareri aggiuntivi non previsti dalla normativa primaria;
* nelle situazioni di domande concorrenti, adozione di criteri di preferenza discriminatori nella scelta dei progetti (spesso a favore dei progetti che vedevano la partecipazione di soggetti pubblici o del comune interessato).

[ Fonte: Mondocasablog.com ]

Contributi e agevolazioni sulla “casa energetica”

Il Decreto Legge 25 marzo 2010 n. 40 assegna 60 milioni di euro per l’ acquisto di nuovi immobili ad alta efficienza energetica. Il contributo è erogato in misura variabile in funzione della prestazione energetica dell’ immobile acquistato, in particolare è fissato un importo pari a:
– 83 euro / mq di superficie utile, con un limite massimo di 5.000 euro, per immobili di nuova costruzione destinati a prima abitazione, aventi valori di energia primaria per la climatizzazione invernale migliori di almeno il 30% rispetto ai valori definiti dal decreto Lgs. 192 / 05 a partire da gennaio 2010;
– 116 euro / mq di superficie utile, con un limite massimo di 7.000 euro, per immobili di nuova costruzione aventi valori di energia primaria per la climatizzazione invernale migliori di almeno il 50% rispetto ai valori definiti dal decreto Lgs. 192 / 05 a partire da gennaio 2010.
I due limiti di rendimento energetico imposti fanno ricadere tali tipi di immobili rispettivamente nella classe B e A fissate dal DM 26 giugno 2009. Gli importi del contributo di 83 e 116 euro corrispondono a circa il 50% dei maggiori costi di costruzione da sostenere per realizzare edifici con le prestazioni energetiche richieste dal decreto.

Certificazione
Per le modalità di attestazione del raggiungimento della prestazione energetica, si fa riferimento alla certificazione basata sulle procedure del decreto Lgs. 192 / 05 sull’ efficienza energetica in edilizia, quindi quelle del DPR 59 / 2009 e del decreto attuativo del 26 giugno 2009 ”Linee Guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici”.
Il decreto per l’ assegnazione degli incentivi, nel richiamare la certificazione energetica, richiede che quest’ ultima sia rilasciata da un ”soggetto accreditato”. È bene ricordare che ad oggi si è ancora in attesa del DPR attuativo del decreto Lgs. 192 / 05 riguardante l’ accreditamento dei certificatori e che quindi, per lo stesso, occorre riferirsi all’ Allegato III del decreto Lgs. 115 / 2008, dove sono indicate le caratteristiche professionali richieste ai soggetti che devono rilasciare la certificazione energetica.
Con il termine soggetto accreditato, il Ministero forse intendeva fissare un ulteriore requisito, ovvero che i soggetti oltre a possedere le caratteristiche professionali fissate dalla legge operino per enti di certificazione e / o di ispezione accreditati dall’ Ente unico di accreditamento nazionale (ACCREDIA).

Ulteriori requisiti per l’ accesso all’ incentivo
Poiché il decreto ha la finalità di incentivare l’ acquisto in tempi brevi di immobili ad alta prestazione energetica, già costruiti o in via di ultimazione, fissa due importanti requisiti:
– che il contributo sia concesso solo a nuovi acquirenti ovvero quelli che stipulano i preliminari di vendita non prima della data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento del Ministero;
– che l’ acquisto venga perfezionato entro il 31 dicembre 2010.

Procedure per l’ ottenimento dell’ incentivo
È previsto che entro i 20 giorni precedenti la stipula del contratto definitivo di compravendita, il venditore prenoti il contributo presso il soggetto che ne gestirà l’ erogazione per conto dello Stato. Tale prenotazione sarà confermata in sede di stipula del contratto di compravendita al quale sarà allegato, unicamente al fine dell’ ottenimento del contributo, il certificato energetico in possesso del venditore. L’ atto deve contenere l’ indicazione del prezzo concordato di vendita dell’ immobile, decurtato delle spese di gestione della procedura relativa all’ ottenimento del contributo statale. Entro i 45 giorni successivi alla stipula, l’ acquirente dovrà inviare copia autentica dell’ atto notarile, completo degli estremi della registrazione, al soggetto che eroga il contributo. Potenziale mercato interessato I dati indicano un numero di circa 200.000 nuovi alloggi immessi sul mercato nel 2010, numero da considerare in sensibile diminuzione rispetto agli anni scorsi, a seguito della crisi che ha colpito l’ intero settore.
Circa l’ informazione sulla puntuale distribuzione degli immobili nelle varie classi energetiche previste dal decreto, non è ancora disponibile un dato attendibile, in quanto il decreto riguardante la certificazione energetica negli edifici risale al giugno scorso, quindi la documentazione di progetto degli edifici in fase di realizzazione non contiene ancora tale dato.
Peraltro, da stime sul territorio, si ritiene che saranno realizzati e messi sul mercato nel 2010 un numero compreso tra 20.000 e 30.000 nuovi alloggi rientranti nei livelli di prestazione energetica richiesti per godere degli incentivi. Pertanto il fondo stanziato per il contributo in questione dovrebbe essere sufficiente a soddisfare la richiesta di circa 10.000 / 11.000 bonus per nuove case, quindi meno della metà dei potenziali immobili incentivabili nel 2010.

Ulteriori considerazioni
Il provvedimento ha l’ obiettivo di stimolare la domanda a prendere le decisioni di investimento in un momento di forte incertezza e sostenere, quindi, le imprese del settore delle costruzioni a proseguire nei propri programmi di investimento in una fase di forte recessione.

Il provvedimento, inoltre, ha un forte contenuto di politica industriale in quanto indirizza la domanda verso prodotti di qualità e persegue gli obiettivi di risparmio energetico che il Governo si è impegnato a raggiungere.

È bene ricordare che migliorare l’ efficienza energetica è uno dei metodi più semplici per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e rafforzare la sostenibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti, contribuendo nel contempo a promuovere lo sviluppo economico e l’ occupazione e a limitare i costi energetici per le famiglie e le imprese.

Risparmiare energia, dunque, è la strada più efficiente e più veloce per arginare i cambiamenti climatici ed i suoi effetti conseguenti.
Al settore dell’ edilizia, per il raggiungimento di questo obiettivo, è stato attribuito un ruolo rilevante. In questa sfida interessi ambientali e interessi economici trovano, più che in altre occasioni, una coincidenza di intenti che può, come già altri Paesi stanno facendo:
– promuovere innovazione,
– creare occupazione,
– dare vita a nuovi modi di produrre e consumare,
– salvaguardare l’ ambiente,
– rilanciare l’ economia e la crescita sostenibile

[ Fonte: Ance – tratto da Mondocasablog.com ]

Quanto rende una casa ecologica?

Si fa un gran parlare della casa “verde”, sì, ma – incentivi a parte – resta il fatto che gli edifici ecompatibili costano di più di quelli tradizionali.
Il vero guadagno però arriva dopo. Ossia, la casa ecologica è un vero e proprio corporate bond, rende di piú al momento della liquidazione. una forma di investimento alternativo per cui sfruttare gli incentivi statali, anche se quelli scadono nel 2010. quindi? milano finanza dà qualche dritta per incrementare il valore dell’abitazione e ridurre i costi ambientali.
Uno: a rendere davvero come un corporate bond è il fotovoltaico, il cui ritorno economico è pari all’energia che si può ottenere con l’installazione dei pannelli. Ad esempio, calcolando l’installazione su un tetto con esposizione a sud e in una posizione geografica soleggiata nel centro italia, si producono annualmente 4.000/4.500 kwh, per un incasso che va tra i 1.760 e i 1980 euro. Questo significa che per raggiungere il break-even di un finanziamento di 18mila euro occorrono tra nove e undici anni, e che il rendimento che si riesce ad ottenere per tutta la durata del periodo garantito, ossia 20 anni è di circa il 5,3%. in più nel frattempo la bolletta è a costo zero, cioè si risparmiano 700 euro l’anno di spese energetiche a famiglia.
Se si mette invece una pala eolica sul tetto di casa, come quelle ideate da philippe starck per pramac che costano dai 2.500 ai 3.500 euro, la produzione di energia oscilla tra 1.500 e 2.500 ore l’anno. quelli domesticia arrivano a coprire il 10% annuo del fabbisogno di una famiglia di 4 persone. Dunque con le pale eoliche si può trarre questa quantità di energia gratis quando l’impianto – grazie al vento – è in grado di funzionare, e dalla rete energetica “normale” il restante quantitativo di cui si ha bisogno, pagando solo la differenza.
Il solare termico, invece, si ammortizza in 6/8 anni. ossia, per riscaldare l’acqua per uso sanitario e gli impianti di riscaldamento di casa usufruendo di kit solari a circolazione naturale, ideali per abitazioni di 2-5 persone, si spende in media tra i 600 e i 1.200 euro al mq. Ma grazie alla detrazione del 55% dei costi (incentivi) e all’azzeramento della bolletta in 6 o al massimo 8 anni la spesa è ammortizzata.

[ Fonte: notizia tratta dal bollettino di Idealista.it ]