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Impianti fotovoltaici: manutenzione corretta per una resa perfetta!

Alcune regole di Canadian Solar per preservarne la resa.

I sistemi fotovoltaici non richiedono una costante manutenzione ma esistono alcuni accorgimenti che, se seguiti, contribuiscono a garantire il massimo livello di efficienza dell’impianto.

E’ proprio con lo scopo di aiutare i clienti a preservare il funzionamento del proprio impianto che Canadian Solar ha stilato una lista di consigli pratici, alcuni dei quali inerenti la corretta pulizia del prodotto:

Controllare il sistema con cadenza annua contribuisce a prevenire onerosi blocchi o guasti. I mesi freddi possono causare sofferenze alla sottostruttura di supporto e ai moduli a causa del peso delle nevicate e per le forti variazioni termiche. Proprio per questo, è consigliabile verificare l’installazione prima del periodo di massima produzione per garantirsi poi un’elevata efficienza e produttività.

Tenere
costantemente sotto controllo il rendimento dei moduli e del sistema fotovoltaico. Gli strumenti di monitoraggio centralizzano la rilevazione e la lettura dei principali dati di un’installazione, ad esempio l’energia prodotta, l’irraggiamento e la temperatura.

In assenza di strumenti di monitoraggio delle prestazioni è opportuno confrontare i dati delle proprie installazioni con quelli degli impianti presenti nel territorio circostante o con i valori contenuti nei database reperibili su Internet. Questo permette di comprendere come sta funzionando il sistema fotovoltaico e la resa che esso fornisce.

L’inquinamento
è un altro possibile ostacolo al rendimento delle installazioni solari. Se polline e polveri possono essere eliminati dalle piogge, è importante rimuovere in tempi brevi foglie ed escrementi di volatili dai moduli fotovoltaici soprattutto nei casi di installazioni situate in aree agricole e in zone di campagna. Gli accumuli interessano inizialmente il modulo di fondo o la struttura del collettore dove si depositano vegetali come alghe e licheni che a loro volta trattengono la polvere atmosferica usandola come mezzo di coltura. Le foglie rappresentano un elemento di particolare disturbo in termini di performance per via delle loro dimensioni molto estese. Per contrastare questo problema si possono installare delle spazzole con setole morbide e flessibili.

I proprietari delle installazioni devono eseguire regolarmente dei controlli visivi per rilevare eventuali danni, la presenza di sporco oppure ombre indesiderate. Un pannello rotto riduce sensibilmente le performance elettriche del modulo.

Tuttavia è importante adottare le giuste misure precauzionali per evitare di danneggiare l’installazione; per evitare incidenti è bene assicurarsi che tutte le misure di sicurezza siano rispettate prima di salire su un sistema montato su un tetto inclinato. In particolare, quando vi è presenza di acqua va evitato qualsiasi contatto diretto con componenti elettriche, a seconda della tipologia del sistema.

Per la pulizia dei pannelli non vanno usati strumenti per il lavaggio a pressione, diluenti né sostanze pulenti particolarmente aggressive. Inoltre, è consigliabile evitare detergenti domestici.
Infine, per evitare problemi futuri è consigliabile verificare sempre la garanzia del prodotto e delle performance fornita dal fabbricante del modulo fotovoltaico che si decide di installare. Canadian Solar garantisce un rendimento lineare sulla potenza del modulo per un periodo di oltre 25 anni e i suoi moduli offrono una potenza non inferiore al 97% per il primo anno, mentre successivamente la diminuzione della potenza sarà garantita intorno allo 0,7%.
Inoltre, Canadian Solar offre una garanzia di prodotto che copre fino a 10 anni i difetti sulla lavorazione e sui materiali.

[ Fonte: www.casaeclima.com ]

I giovani e l’acquisto della casa

Ok dall’assemblea del Cnel (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro) al documento che fotografa la situazione abitativa dei giovani italiani definendola un problema sociale.

L’inchiesta sulla condizione abitativa degli under 35, condotta dal Gruppo di studio per le politiche giovanili del Cnel, in collaborazione con il Sicet, sindacato degli inquilini, evidenzia l’esigenza di un rilancio delle politiche abitative, maggiori agevolazioni fiscali e un calmiere sui mutui.

Dall’indagine emerge che i giovani vivono per il 35,7% in casa di proprietà e per il 63% in affitto.Quel 35,7% che vive in proprietà, in maggior percentuale risiede nel sud e nel nord-ovest del Paese (circa il 35%), abita in un appartamento (70%) prevalentemente in periferia (43,8% ) e nel 35,2% dei casi convive con i genitori.
Solo il 30% dei giovani vive in una casa singola di proprietà Il 74,1% dei giovani che invece vive in proprietà, ha acquistato la propria abitazione (il 13,1% l’ha costruita da sé ed il 12,8% l’ha ereditata). Il 37% paga un mutuo nella prevalenza dei casi a tasso fisso (il 60,2%) con una rata media di 676 euro.
Chi vive in affitto, invece, ha come padrone di casa quasi sempre una persona fisica (72%) mentre una percentuale intorno al 4% abita in casa di un ente pubblico o di una società.

L’indagine mette in evidenza che se nella maggioranza dei casi (l’82,2% dei casi) l’inquilino può contare su un regolare contratto d’affitto, i contratti “in nero” esistono ma riguardano una minoranza, il 17,8% dei casi, prevalentemente costituiti da studenti che abitano nelle città in cui risiedono le maggiori università.Il 39,7% degli affitti è a canone libero (durata 4 anni + 4), il 20,6% a (durata 3 anni + 2), il 7,2% abita gratuitamente in comodato d’uso, il 7% con contratto ad uso transitorio ed il 6% presso un ente pubblico.

C’è anche una grande variabilità dei costi delle locazioni: i canoni più alti sono a Roma e Milano, dove in media per un’abitazione di 65metri quadrati si pagano 600 euro mensili, con punte fino a 1800 euro; i più bassi a Palermo (350 euro mensili).
Affittare una stanza costa da un minimo di 170 euro al mese a Catania ad un massimo di 400 euro a Roma.

[ Fonte: Cnel – Articolo tratto da Mondocasablog.com ]