Seleziona una pagina
Quali finalità per chiedere un prestito

Quali finalità per chiedere un prestito

Domanda: Ho bisogno di prestito, devo per forza specificare il fine?

I prestiti personali esistono proprio per permettere a persone fisiche l’acquisto di beni e servizi; concedere del credito al fine di sostenere i consumi delle famiglie rimandando il pagamento o rateizzandolo. Si possono distinguere due tipi di finanziamenti: i prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati. La principale differenza tra le due tipologie è che nei prestiti finalizzati il denaro viene erogato direttamente al venditore del bene- come nel caso della rateizzazione per l’acquisto dell’automobile. Per i prestiti non finalizzati invece la somma di denaro viene erogata al richiedente senza che vi sia l’acquisto di uno specifico bene o servizio, in questo caso il richiedente quindi può disporre dell’importo ottenuto in totale autonomia, senza alcun vincolo. Per accedere al prestito è necessario presentare delle garanzie che tuttavia sono più limitate rispetto ai finanziamenti a lungo termine. Le garanzie generalmente richieste sono: un reddito, un conto corrente e l’assenza del soggetto richiedente nella lista dei cattivi pagatori.

Il cliente una volta ricevuto il finanziamento si impegna alla restituzione graduale del capitale ricevuto in prestito e alla corresponsione degli interessi così come pattuito in sede di sottoscrizione del contratto. La restituzione avviene solitamente in modo graduale e periodico attraverso delle rate, generalmente costanti e a cadenza mensile.

Quando bisogna redigere un DOCFA

Quando bisogna redigere un DOCFA

La procedura DOCFA è una modalità informatica attraverso la quale un tecnico, sia esso ingegnere, architetto, geometra o perito, dichiara al catasto che l’immobile oggetto della dichiarazione ha subito delle variazioni rilevanti oppure è di nuova costruzione e quindi va accatastato.

Oltre a questi due casi esiste una ulteriore tipologia di costruzioni, catastalmente definita unità afferenti, costituita dalle costruzioni comprese in un immobile, sfuggite all’ accatastamento originario ovvero realizzate in epoca successiva per le quali è necessario provvedere alla dichiarazione in catasto.

Tale tipologia di costruzioni ai fini dell’accatastamento è assimilabile a una nuova costruzione.

L’elaborato DOCFA può essere redatto esclusivamente da un tecnico e si compone di varie parti. La procedura è del tutto informatizzata, elabora le indicazioni fornite dal tecnico e attribuisce a ciascuna unità dichiarata la categoria catastale, la classe, la consistenza e la rendita catastale.

I motivi per cui è necessario redigere una variazione catastale sono molteplici; le cause più comuni sono le seguenti:

– divisione, da eseguirsi quando l’unità immobiliare è oggetto di frazionamento e genera due o più porzioni, ciascuna delle quali presenta le caratteristiche proprie delle classiche unità immobiliari;

– fusione, da utilizzare esclusivamente quando due o più unità di qualsiasi categoria e partita speciale vengono fuse in una sola unità;

– ampliamento, da utilizzare nei casi in cui vi è un aumento di superficie e/o volumetria dell’unità.

Per quest’ultima voce si possono avere due casistiche: l’ampliamento che modifica la sagoma in pianta dell’unità immobiliare originaria quindi comporta un aggiornamento della cartografia che rende necessario quindi presentare il Tipo Mappale per la modifica della mappa del Catasto Terreni poichè si va a eseguire una modifica al piano di campagna dell’edificio; l’ampliamento all’interno della sagoma del fabbricato che non necessita della presentazione del Tipo Mappale, come avviene per la realizzazione di locali in sopraelevazione e/o di cantine nel piano sottostrada e ancora per la chiusura di poggioli con verande;

– demolizione totale, nei casi in cui si interviene per demolire totalmente la consistenza del fabbricato e farne derivare un’area urbana;

– demolizione parziale, da utilizzare quando viene demolita parte della consistenza dell’unità originaria;

– diversa distribuzione spazi interni, viene utilizzata in caso di spostamenti di tramezzi divisori, porte di collegamento e comunque per quelle variazioni che non comportano cambiamenti della muratura perimetrale dell’unità immobiliare;

Rientrano pertanto in questa causale anche la creazione di soppalchi o balconi a sbalzo. La chiusura di una terrazza a veranda costituisce invece un ampliamento a tutti gli effetti. Può essere utilizzata in casi di variazione di singole unità o congiuntamente ad altre causali;

– ristrutturazione, in caso di miglioramento qualitativo apportato all’unità immobiliare.

Può essere utilizzata in casi di variazione di singole unità o contemporaneamente ad altre causali;

– frazionamento e fusione, nei casi in cui vengano soppresse minimo 2 unità e costituite almeno altre 2, indipendentemente da categorie e partite speciali di appartenenza.

In tutti gli altri casi si tratta di divisione, fusione;

– variazione della destinazione, le variazioni della destinazione sono tali se nel suo insieme l’unità immobiliare urbana muta la sua destinazione d’uso, per esempio, da abitazione a ufficio o da autorimessa a negozio.

La variazione della destinazione del singolo vano, senza opere da camera a soggiorno, da ufficio ad archivio, non comporta di norma l’aggiornamento della planimetria; ad ogni buon conto, ove se ne rendesse necessaria la presentazione della denuncia di variazione, questa rientrerebbe nell’alveo delle diverse distribuzioni degli spazi interni.

La procedura del DOCFA può essere eseguita anche nel caso di presentazione planimetria mancante, quindi, quando la planimetria non è mai stata presentata oppure quando è stata smarrita da parte dell’ufficio, per cui se ne richiede la presentazione.

Inoltre, anche quando si procede con delle nuove costruzioni, è necessario eseguire la procedura DOCFA.

I casi specifici sono quelli di:

– unità afferenti edificate in sopraelevazione, cioè quando vi è una nuova unità immobiliare edificata al di sopra di un fabbricato esistente;

– unità afferenti edificate su aree di corte, cioè quando vi è una nuova costruzione edificata su un Bene Comune Non Censibile, che può essere un giardino o un’area cortilizia aggraffata al fabbricato stesso.

In Italia 5 MLD di investimenti in Uffici e Retail

In Italia 5 MLD di investimenti in Uffici e Retail

Dal mercato degli investimenti immobiliari in Italia arrivano segnali incoraggianti nell’ultimo trimestre del 2018 quando le compravendite immobiliari hanno totalizzato 3,3 miliardi di euro, il valore più alto rispetto ai trimestri precedenti, seppur in calo del 9,1% rispetto all’analogo trimestre del 2017. E’ quanto emerge nell’ultimo report realizzato da Prelios Group Market Research dal titolo: “Investimenti immobiliari in Italia: i settori uffici e retail totalizzano €5,5 miliardi di investimenti”.

Nel corso del 2018, secondo i dati aggregati dal Prelios Group Market Research, i settori uffici e retail si sono confermati quelli più performanti, totalizzando investimenti per 5,5 miliardi di euro, e rappresentando il 65,6% del volume transato. Nonostante il settore direzionale abbia conseguito 3,3 miliardi di euro, il settore retail ha confermato il suo momento di espansione registrando 2,3 miliardi di euro, trainato principalmente dal segmento shopping center che ha totalizzato 1,1 miliardi di euro con una crescita annuale del 24,9%.

Il comparto della logistica ha consolidato il suo momento positivo capitalizzando circa 1 miliardo di euro mentre il settore alberghiero ha registrato 700 milioni di euro di investimenti. Le rimanenti transazioni hanno interessato residenze sanitarie assistenziali, immobili ad uso misto e altri comparti immobiliari.

A livello territoriale, la macro area del Nord Ovest ha registrato il maggior numero di deal per un totale di 3,9 miliardi di euro. A questa è seguita la macro regione del Centro, con 2,2 miliardi di euro, e le aree del Nord Est e del Sud e Isole d’Italia che hanno totalizzato 1 miliardo di euro complessivamente.

Il valore degli immobili venduti “a portafoglio” si è invece aggirato intorno a 1,4 miliardi di euro. Per il sesto anno consecutivo, gli investitori internazionali hanno confermato il loro dominio nel mercato immobiliare italiano con un totale degli investimenti realizzati a fine 2018 di 5,7 miliardi di euro, pari al 67,9%. Dall’Europa Continentale i flussi di capitale sono giunti prevalentemente da compagnie assicurative e società di private equity mentre fuori dal vecchio continente i protagonisti del mercato sono state ancora una volta le società di private equity, principalmente basate negli Usa e società di investimento immobiliari. Per quanto riguarda invece gli investitori  nazionali, essi hanno rappresentato il 32,1% del transato nazionale, in recupero rispetto a dicembre 2017.

Fonte: Monitorimmobiliare.it

 

La storia di un’azienda. Come avere informazioni?

La storia di un’azienda. Come avere informazioni?

Domanda: è possibile avere informazioni su tutti i titolari e soci di un’azienda?

Si, è possibile. Nelle visure camerali si trovano tutti i dati di una impresa: dalla data di costituzione ed iscrizione.

Se si vuole conoscere la storia dell’impresa, ossia tutte le modifiche avvenute dalla data di costituzione sino alla data dell’ultimo protocollo, si dovrà però richiedere una visura camerale storica.

Negli ultimi anni sono stati fatti degli interventi di aggiornamento con lo scopo di rendere la nuova visura camerale  sempre più la “carta d’identità” delle imprese. L’obiettivo generale è, infatti, quello di semplificare la sua lettura e comprensione. Queste modifiche hanno riguardato, ad esempio, la copertina della visura, le sezioni sede e statuto, le sezioni soci e titolari di diritti su quote e azioni.

Nelle visure delle imprese con un numero di dipendenti superiore a 5 sono presenti anche alcune tabelle statistiche riguardanti gli addetti di fonte INPS, in relazione alla distribuzione percentuale degli addetti per contratto (es. tempo determinato, tempo indeterminato, ecc…), orario di lavoro (es. tempo parziale, tempo pieno, ecc…), qualifica (es. Quadri, dirigenti, impiegati ecc…).

Per ottenere la Visura Camerale si deve fornire  la Partita Iva o Ragione Sociale (Denominazione Azienda) dell’azienda, se invece è un’impresa Individuale Cognome, Nome e Codice Fiscale del soggetto su cui effettuare la ricerca. Per entrambe le tipologie, la ricerca può essere fatta su una provincia specifica, oppure su scala nazionale.

Prestito: tipologie e finalità

Prestito: tipologie e finalità

Domanda: Ho bisogno di prestito, devo per forza specificare il fine?

I prestiti personali esistono proprio per permettere a persone fisiche l’acquisto di beni e servizi; concedere del credito al fine di sostenere i consumi delle famiglie rimandando il pagamento o rateizzandolo. Si possono distinguere due tipi di finanziamenti: i prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati. La principale differenza tra le due tipologie è che nei prestiti finalizzati il denaro viene erogato direttamente al venditore del bene- come nel caso della rateizzazione per l’acquisto dell’automobile. Per i prestiti non finalizzati invece la somma di denaro viene erogata al richiedente senza che vi sia l’acquisto di uno specifico bene o servizio, in questo caso il richiedente quindi può disporre dell’importo ottenuto in totale autonomia, senza alcun vincolo. Per accedere al prestito è necessario presentare delle garanzie che tuttavia sono più limitate rispetto ai finanziamenti a lungo termine. Le garanzie generalmente richieste sono: un reddito, un conto corrente e l’assenza del soggetto richiedente nella lista dei cattivi pagatori.

Il cliente una volta ricevuto il finanziamento si impegna alla restituzione graduale del capitale ricevuto in prestito e alla corresponsione degli interessi così come pattuito in sede di sottoscrizione del contratto. La restituzione avviene solitamente in modo graduale e periodico attraverso delle rate, generalmente costanti e a cadenza mensile.