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La “Bio Casa”

Il caldo estivo non dà tregua ed ha portato quest’anno ad un vero record dei consumi nazionali di elettricità. Le temperature eccezionali e l’afa che continuano ad affliggere le città italiane, spingono negli uffici ma anche nelle case a un uso intensissimo dei condizionatori, posseduti da un italiano su dieci. Secondo le stime di Legambiente ogni apparecchio emette sette chili di anidride carbonica all’anno per ogni metro quadrato raffreddato, per un totale di tre milioni annui. Con l’emissione di gas serra è in continuo aumento anche la probabilità di un catastrofico riscaldamento globale.
Una proposta per limitare danni ambientali e consumi pur assicurando un clima vivibile all’interno delle nostre case viene dall’Unione Europea, che sta lavorando ad un progetto per edificare ottocento alloggi ecosostenibili in Italia, Portogallo, Francia e Danimarca. L’iniziativa è stata denominata She (Sustainable Housing in Europe), vanta la partecipazione dei maggiori esperti europei di ecoedilizia ed ha ricevuto un finanziamentodalla Commissione Europea. She vuole promuovere l’edilizia sostenibile ed applicare conoscenze di cui ormai disponiamo anche in Italia, dove la sensibilità per le tematiche ambientali si sta consolidando. La conoscenza dei fattori climatici e di quelli ambientali consentirà di operare scelte progettuali che implicano il razionale sfruttamento delle risorse energetiche ed ambientali e la salvaguardia degli abitanti dai diversi tipi di inquinamento.
A tal fine è importante scegliere un’area lontana da campi elettromagnetici e da fonti di inquinamento acustico. La vegetazione verrà sfruttata nei processi di riscaldamento e raffrescamento naturale: alberi sempreverdi proteggeranno le abitazioni dai venti invernali, e la vegetazione a foglie caduche sul lato opposto garantirà l’ombra d’estate, lasciando filtrare i raggi solari nelle altre stagioni. Un sistema di raccolta dell’acqua piovana sarà destinato all’irrigazione delle aree verdi e alla pulizia degli spazi esterni, sistemi di depurazione e filtrazione, l’alimentazione dello scarico del water e delle lavatrici garantiranno il risparmio di acqua potabile.
Tra i fattori che andranno considerati vi sono la posizione dell’edificio, l’orientamento della facciata e la disposizione del tetto, che dovranno assicurare l’ottimizzazione nell’impiego delle fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di raggiungere una soluzione di equilibrio per contenere il surriscaldamento estivo senza contrastare l’apporto energetico del soleggiamento invernale. Le finestre, con doppi vetri di diverso spessore atti a diminuire l’inquinamento acustico e gli sbalzi termici, saranno protette dal sole grazie a balconi, pergolati e oggetti, ma assorbiranno i raggi solari durante gli altri periodi dell’anno.
Anche i materiali da costruzione saranno naturali e atossici. Gli infissi dovranno essere in legno di piantagione, trattato con oli impregnanti ecologici e cere naturali. Il primo obiettivo di sostenibilità è la riduzione dei consumi energetici. Si punterà al soleggiamento e raffrescamento naturale grazie a ballatoi aperti, vetrate, muri di trombe e camini per la ventilazione. Una corretta disposizione delle stanze ridurrà al massimo la necessità di luce artificiale, mentre al resto provvederanno impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili: pannelli solari per l’acqua calda e un buon impianto di riscaldamento a produzione centralizzata ma con gestione individuale.
Alla Bovisa di Milano La Casa Ecologica di Milano, uno dei più recenti esempi di ecoedilizia popolare. Si tratta di un edificio di 53 appartamenti in mattone disposti su 6 piani, minuti di ampie terrazze che si affacciano su un parco di 10.000 mq, capace di ottimizzare le prestazioni energetiche e la qualità ambientale del complesso. Per la costruzione di questo complesso è stata seguita la medesima procedura che guiderà la costruzione delle case sostenibili previste dal progetto She.

[ fonte: http://www.arredamento.it ]