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La Città Verde. Un progetto italiano contro la povertà energetica.

La Città Verde. Un progetto italiano contro la povertà energetica.

Come ogni crisi economica, anche quella che si è abbattuta nei paesi più industrializzati, da quasi un decennio, ha ridotto notevolmente le disponibilità finanziarie di migliaia di persone rendendo sempre più inaccessibile l’approvvigionamento energetico. 

La Città Verde è il progetto italiano premiata dalla giuria del concorso internazionale Innovation to Tackle Fuel Poverty in occasione dellultimo evento sul Cambio climatico celebratosi a Parigi quasi un anno fa. 
Il progetto La Città Verde nasce per ridurre le iniquità tra le popolazioni del mondo nella gestione del sistema energetico. 
Oggi, più che mai, la sostenibilità energetica non può prescindere da politiche di equità sociale e dunque dall’affrontare anche la così detta povertà energetica, la quale purtroppo non riguarda più solamente gli abitanti del terzo mondo. Studi recenti – realizzati da organizzazioni non governative, fondazioni e altri soggetti pubblici e privati – evidenziano che le vittime del fenomeno ci sono anche in Europa. Di anno in anno le persone in difficoltà aumentano esponenzialmente a causa di due dei principali problemi acuitisi nell’ultimo decennio: l’aumento generalizzato della povertà, circa 120 milioni di persone, e gli effetti del cambiamento climatico, in primis, uragani, bombe d’acqua e dissesti idrogeologici contro i quali ancora sono vergognosamente latitanti politiche di prevenzione, ma questo è un altro tema! 
I primi studi sulla povertà energetica risalgono alla fine degli anni Settanta e sono stati realizzati in Gran Bretagna per risolvere il problema dovuto alla crisi petrolifera iniziata nel ‘74. Oggi la definizione, più condivisa, di povertà energetica è l’impossibilità di riscaldare adeguatamente la propria casa per un costo ragionevole, proporzionato al proprio reddito. Gli studiosi concordano che tale condizione di disagio è dovuta all’aumento del costo dell’energia -spesso anche solo per effetto dell’aumento delle accise, come nel nostro Paese- alle basse prestazioni energetiche del sistema edificio-impianto, nonché alla perdita di lavoro di un’ampia categoria di lavoratori influenzata anche dall’obbligo di rispettare i Patti di Stabilità firmati con la UE. 

Il premio a La Città Verde 

Nel 2015 è stato lanciato il programma “Social Innovation to Tackle Fuel Poverty” con il fine di premiare le migliori proposte per ridurre l’energy gap tra le popolazioni del mondo grazie alla collaborazione tra Ashoka – grande rete globale di innovatori sociali con sede principale in Francia – la fondazione connazionale Schneider Electric e al patrocinio della Fondation de France. I promotori dell’iniziativa hanno voluto presentare i progetti vincitori al Forum Sustainable Innovation nell’ambito dell’evento COP21 Forum di Parigi poiché ritenuto il contesto ideale per coinvolgere possibili investitori in progetti di imprenditori capaci di innovare l’attuale sistema di gestione dell’energia, inefficiente e iniquo perché acuisce il citato fenomeno della povertà energetica rendendosi, in un certo senso, causa del rischio di sopravvivenza di certe categorie della popolazione. Tutti i cittadini dovrebbero essere messi in condizione di vivere una vita dignitosa, diversamente dovrebbero impegnarsi per vedere garantito questo diritto. 
Il premio per il migliore progetto italiano è stato assegnato al presidente della cooperativa bolognese La Città Verde proprio per la sua chiara missione eco-socio-sostenibile: costruzione e sviluppo del bene comune fornendo servizi e prodotti di qualità a prezzo equo nel settore della cura del verde, della gestione e del recupero dei rifiuti, dell’installazione e manutenzione degli arredi urbani e dell’agricoltura sociale creando, nel contempo, opportunità di lavoro, socialità e integrazione in particolare per persone in difficoltà economiche. In breve, la cooperativa di Giorgio Rosso, soddisfa contemporaneamente i tre pilastri su cui si basa il concetto di sviluppo sostenibile: azioni sociali (inserimento lavorativo della popolazione locale svantaggiata), azioni ambientali (energia pulita e valorizzazione dei rifiuti in base al modello di economia circolare) e azioni economiche (riduzione dei costi energetici e di trattamento dei rifiuti). 
Nel premiato modello di cittàsperiamo replicabile presto anche in altre realtà similari- i rifiuti organici vengono trasformati in biocarburanti ecosostenibili, a basso impatto e costo. 
Le biomasse provengono dall’attività agricola o dalla trasformazione di rifiuti organici (scarti di potatura, scarti agricoli, imballaggi in legno non pericolosi) ed alimentano caldaie a legna di proprietà pubblica (scuole, impianti sportivi) oppure privata (residenze). Questo virtuoso sistema di gestione offre la possibilità al territorio di risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti (abbattendo inefficienze ingiustificabili e inaccettabili, tipiche delle municipalizzate altamente politicizzate) e nel contempo nell’approvvigionamento dei combustibili. La cooperativa, dunque, raccoglie i rifiuti in loco, li trasforma ai sensi della norma vigente e li fornisce all’utilizzatore finale, coinvolgendo lavoratori locali prioritariamente in difficoltà economiche riducendo i costi sociali. 
A partire dallo scorso febbraio i quattordici vincitori selezionati -su 270 partecipanti dei sei paesi europei nei quali si è svolto il concorso (Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Polonia e Regno Unito)- sono stati supportati dai promotori del concorso anche nella pianificazione di strategie di sviluppo personalizzate grazie a un programma di mentorship della durata di tre mesi. Per scoprire gli altri progetti premiati segnaliamo il sito italiano di Ashoka.