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Case prefabbricate IKEA per “vivere bene”

Case prefabbricate, non troppo costose e con montaggio realizzabile in maniera semplice in situ: si tratta del progetto Boklok, avviato da Ikea nel 1996, con cui il colosso del design a costo contenuto, si confronta per la prima volta con il tema dell’abitazione. 

BoKlok, che significa “vivere bene” in svedese, è indirizzata mediamente a proprietari con uno stipendio tra i 12.500 euro ed i 30.000 euro annui. Realizzati in legno, con un sistema costruttivo a sandwich, i pannelli che compongono la casa sono facilmente trasportabili, ed assemblabili in cantiere, con riduzione dei costi e salvaguardia della qualità e dell’ambiente. 

Il progetto, realizzato da Ikea in collaborazione con SkanSka, multinazionale svedese nel campo delle costruzioni, prevede un layout comune di base, differenziato in relazione al numero di camere da letto presenti (una o due); le finiture e gli spazi interni sono interamente personalizzabili, all’insegna del comfort domestico e delle inclinazioni individuali. 
I modelli di abitazione, appartamenti in palazzine fino a quattro piani, o villette, sono visionabili nel catalogo, ed hanno dei prezzi tra i 25.000 ed i 45.000 euro. Ogni appartamento comprende: una o due camere da letto, cucina arredata, bagno con doccia e ripostiglio; le stanze possono essere assemblate a piacimento e verniciate da operai specializzati in meno di un mese. 
Le abitazioni sono smart e cercano pertanto, nell’idea del progetto, di essere adatte e fatte su misura per i bisogni della famiglia moderna. 
Nel 1997 vengono realizzate quattro aree residenziali con questo sistema a Stoccolma, Helsingborg, Örebro e Sundsvall. Inizialmente in vendita solo nel Paese d’origine ed in Finlandia, BoKlok ha visto espandersi il proprio mercato giungendo anche in Danimarca, Norvegia e nel 2009 nel Regno Unito, ove è stato realizzato il progetto LiveSmart@Home. 
Dotati di soffitti alti con spazi interni molto luminosi, i BoKlok per essere posizionati necessitano di un’area esterna non necessariamente esclusiva, ma requisiti fondamentale sono una buona accessibilità e servizi completi. 
L’ideale per case prefabbricate come queste sarebbe la collocazione entro suoli inutilizzati appartenenti alle varie amministrazioni, in maniera da contribuire attivamente a fornire soluzioni per le difficoltà abitative comunemente rilevate da una vasta fetta della popolazione.
( p.s. Specifica dell’autore del post: In ogni caso ci premeva evidenziare la sostenibilità ambientale ed economica di questo tipo di strutture, astenendoci dal dare qualsiasi giudizio estetico. Grazie )