Seleziona una pagina

In Veneto nasce il “Menowatt”

Introdotta una nuova unità di misura energetica per la riduzione dei consumi energetici e l’aumento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili risparmio energetico istat.
Via libera dalla Giunta regionale del Veneto al Piano Energetico Regionale, che detta le linee di indirizzo e di coordinamento della programmazione in materia di promozione delle fonti rinnovabili, di efficienza e di risparmio energetico. 
“Il ‘Menowatt’ è la nuova unità di misura energetica che il Piano Regionale suggerisce. Oltre a perseguire l’aumento dei kilowatt prodotti da fonti rinnovabili, infatti, l’obiettivo a cui tendere è quello del risparmio energetico, da conseguire attraverso l’ottimizzazione spinta di ogni forma di energia prodotta: coibentazione delle strutture edilizie, cogenerazione, sistemi di controllo intelligente nei consumi. Questi sono i cardini del Piano che abbiamo adottato”, spiega l’assessore Massimo Giorgetti. 
“I consumi energetici nella Regione del Veneto – ricorda Giorgetti – ammontano a circa 11.000 ktep (1 ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio e a 11.628 MWh) rispetto a una produzione energetica interna regionale, da rinnovabili e non, pari a circa 4.700 ktep e a una produzione energetica da fonti rinnovabili pari a 840 ktep. Evidente è il deficit che si attesta intorno al 57 per cento, al quale dobbiamo far fronte sostenendo la riduzione dei consumi da fonti fossili, promuovendo l’incremento di produzione da quelle energetiche rinnovabili e sostenendo l’utilizzo efficiente dell’energia sia rinnovabile che non rinnovabile”. 

Il burden sharing 

“Il traguardo principale che le norme impongono di raggiungere attraverso l’attuazione del Piano – precisa l’assessore – è denominato ‘burden sharing’ ed è il target vincolante di produzione attribuito sulle energie rinnovabili alle Regioni. Una ripartizione che stabilisce in quale misura ognuna di esse deve concorrere all’obiettivo nazionale in materia di sviluppo delle fonti energetiche pulite previsto dalla Direttiva europea 2009/28/UE, che per l’Italia è pari al 17% del consumo energetico lordo; per il Veneto è necessario garantire che il 10,3 per cento dell’energia termica, elettrica e dei trasporti, complessivamente consumata, provenga da fonti rinnovabili, quando attualmente tale percentuale è circa del 7,5 per cento”. 
“Alle diverse fasi di elaborazione di questa proposta di Piano – continua l’assessore – ha lavorato principalmente la nostra Struttura regionale che si occupa di Energia, con il coinvolgimento di altre Direzioni regionali; hanno anche collaborato il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova e l’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV), fino all’ottenimento, lo scorso maggio, della Valutazione Ambientale Strategica. Sulla base degli indirizzi e prescrizioni di quest’ultima si è provveduto a redigere l’attuale documento, composto dal Piano Energetico, dal Rapporto ambientale e dalla Sintesi non tecnica”. 

Consultazione pubblica

Il Piano Energetico Regionale definisce anche le modalità di consultazione pubblica previste per legge e dovrà essere successivamente approvato dal Consiglio regionale. “Chiunque – conclude Giorgetti – potrà prendere visione del documento presso le sedi degli Uffici regionali per le relazioni con il pubblico della Regione del Veneto (U.R.P.) e presso le Province e presentare alla Struttura regionale per l’Energia le proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori contributi conoscitivi e valutativi. Le proposte dovranno pervenire entro 60 giorni dalla pubblicazione del Piano nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto”.