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Investire nell’efficenza energetica quanto ci costa?

Pubblicato dalla Johnson Controls lo studio Energy Efficiency Indicator 2012 (EEI), che ha coinvolto a livello globale 3.500 proprietari e responsabili della gestione di uffici; 994 gli interpellati europei in nazioni quali Regno Unito, Francia e Germania. 
Dalla ricerca è emerso che l’85% dei proprietari e gestori di edifici nel mondo confida nella gestione dell’energia per operare con successo; ben il 34% in più rispetto a due anni fa. Inoltre, circa un terzo degli interpellati ha dichiarato che crediti di imposta, incentivi e rimborsi hanno il maggiore impatto sull’aumento degli investimenti in questo campo. 

RISULTATI IN PILLOLE

A guidare l’elenco dei paesi per investimenti troviamo quelli in via di sviluppo: l’81% degli interpellati in Cina ed il 74% in India prevedono di aumentare i propri investimenti in efficienza energetica o fonti rinnovabili. Riguardo all’Europa, solo il 39% ha in progetto maggiori investimenti per i prossimi dodici mesi: il dato più basso rispetto a tutte le altre aree geografiche coinvolte nella ricerca. 
Il 96% degli interpellati in tutto il mondo ha già realizzato almeno un’azione di miglioramento dell’efficienza energetica nei propri edifici: in particolare intervenendo su illuminazione, impianti e controlli di riscaldamento e condizionamento ed efficienza idrica. La metà degli operatori nel settore privato utilizza i risparmi ottenuti con l’efficienza energetica per ridurre il budget complessivo della propria azienda, mentre il 40% li utilizza per reinvestire in ulteriori misure per l’efficienza. 
Le certificazioni “green” per gli edifici, o sistemi di valutazione dell’efficienza realizzati volontariamente, si stanno affermando: il 44% degli intervistati progetta di certificare gli edifici già esistenti, una percentuale che l’anno scorso era del 35%. Un ulteriore 43% progetta di far certificare i nuovi edifici in costruzione. 
In Europa, il 55% degli interpellati ha già almeno un edificio dotato di certificazione green: il 39% ha in progetto di ottenere la certificazione per nuovi edifici in costruzione (erano il 31% nel 2011) ed il 44% intende ottenerla per edifici già esistenti (era il 36% nel 2011). 
Lo studio infine ha evidenziato che quasi un quarto dei rispondenti pagherebbe una differenza per avere spazi in un edificio con certificazione green.

Efficenza energetica e priorità italiane

I costi, la tendenza all’inerzia e le politiche inadeguate sono un freno all’espansione delle pratiche di efficienza.
Un nuovo report, prodotto da Carbon Connect e sponsorizzato da Consensus Business Group e Siemens, mostra quanta energia – e denaro le aziende stanno sprecando ogni anno per la mancanza di efficienza energetica (6 miliardi di sterline l’anno nel solo Regno Unito).

Ma tale rapporto è solo l’ultimo di una lunga serie che dimostra quello che dovrebbe essere una verità semplice e inequivocabile: il risparmio energetico è un bene prezioso.

Se non ci penso io… ci penserà qualcun altro
Le ragioni per cui la maggior parte delle aziende e delle persone comuni non si sentono coinvolte e non partecipano al miglioramento della sostenibilità ambientale sono molteplici. In primis i costi.
L’efficienza energetica potrebbe essere un buon investimento per le grandi multinazionali con budget elevati; senza incentivi, invece, migliorare l’isolamento, sostituire i serramenti o installare una nuova caldaia sono interventi spesso al di fuori della portata di un titolare di un negozio di souvenir, o per una coppia di pensionati. Un’altra motivazione è la tendenza dei grandi gruppi di persone alla non azione. O perché credono che lo farà qualcun altro, o perché pensano che la loro inerzia non si rifletta negativamente, in quanto facenti parte di una folla.

Il peso della politica
Uno studio recentemente pubblicato dalle Nazioni Unite dimostra che la green economy è un’economia in grado di crescere e produrre ricchezza. Ma ciononostante, una combinazione di politiche governative e regolamenti inadeguati stanno disincentivando tale modello di business e, allo stesso tempo, non invogliano i privati e le aziende ad intraprendere i passi necessari per migliorare le prestazioni dei propri edifici. Per questi motivi, l’efficienza energetica non è universalmente considerata una priorità assoluta a livello globale.
Per cambiare questa situazione c’è bisogno di un impegno congiunto tra governo, mondo del business e azione individuale. In caso contrario, continueremo ad aspettare che qualcun altro prenda l’iniziativa al posto nostro, mentre l’ennesima relazione ci spiegherà per l’ennesima volta che l’efficienza energetica ha un senso, non solo ambientale, ma anche finanziario.

[ Fonte: Casa&Clima.com ]