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Risparmiare nel mattone

Rispetto a un anno fa gli italiani sono un po’ più pessimisti sulle prospettive economiche (vedi il grafico).

Mentre in teoria la crisi economica dovrebbe aver lasciato alle spalle la fase più dura, sembra che da noi sia proprio questo il momento peggiore.

Così fotografa il nostro paese un’indagine Censis-ConfCommercio. Che ci dice anche un’atra cosa: per salvaguardare i risparmi, o mattone o niente!

Nell’indagine condotta dal Censis, in collaborazione con ConfCommercio, vediamo come in sei mesi la percentuale di persone che investirebbero i propri risparmi in immobili sia cresciuto arrivando al 31,7%. La seconda opzione è la liquidità.

[ Fonte: bollettino settimanale di Idealista.it ]

Ed è sempre voglia di casa. Resiste la fiducia nell’ acquisto.

Le frugali famiglie italiane hanno impedito che il nostro mercato immobiliare subisse le conseguenze della crisi finanziaria come accaduto in altri paesi.
Le famiglie di casa nostra hanno reagito alla crisi riducendo i consumi, specie di beni durevoli, e aumentando la propensione al risparmio, dall’ 11,5% del 2007 all’ 11,9% del 2009, con un comportamento che interrompe una tendenza al ribasso più che ventennale.
Peraltro, la risposta italiana alla crisi di fiducia che ha caratterizzato il mercato finanziario è stata quella di mantenere un’ elevata fiducia nell’ acquisto della casa; infatti, anche nel corso del difficile 2008, il mercato della casa ha registrato il buon risultato di circa 700mila compravendite (in riduzione di circa il 15% rispetto all’ anno precedente) con prezzi medi solo leggermente ritoccati al ribasso, mentre in paesi come Usa, Uk e Spagna i prezzi delle case hanno registrato forti discese, anche nell’ ordine del 20 – 30%.
Oggi circa 3,5 milioni di famiglie stanno ancora prendendo in seria considerazione l’ idea di acquistare una abitazione nei prossimi due anni. Anche la maggior parte del mercato degli immobili d’ impresa pare tenere in Italia. Un mercato peraltro molto più piccolo di quello delle abitazioni con meno di 80mila compravendite nel 2008, transazioni che, secondo diverse fonti, sono nell’ ordine dei 20 miliardi di euro, contro gli oltre 100 miliardi del mercato della casa.I dati della caduta nei mercati immobiliari globali non sono affatto incoraggianti: nel 2008 gli investimenti in immobili per le attività economiche sono calati nel mondo, scendendo dai 435 miliardi a 335 miliardi di dollari e, secondo il parere dei maggiori operatori internazionali, continueranno a scendere, in attesa del ripristino di condizioni normali sui mercati finanziari, anche nel 2009.
In Italia qualcosa di simile è accaduto, ma solo al segmento su cui operano investitori istituzionali come i Fondi Immobiliari. Anche per questi è valso l’ effetto di una riduzione del livello dei prestiti che ha prosciugato l’ ammontare globale degli investimenti, con la conseguenza che le poche operazioni effettuate si sono realizzate con consistenti sconti sui valori del 2007 e con rendimenti elevati come nel resto del mondo.

[ fonte: www.mondocasablog.com ]

Impatto Zero

Nasce da Radio Lifegate il progetto “Impatto Zero
Il primo progetto italiano che concretizza il protocollo di Kyoto.
A noi sembra un progetto molto interessante e volevamo segnalarvelo in materia di risparmio energetico.

Migliaia di persone e oltre 500 aziende hanno aderito al progetto riducendo il proprio impatto ambientale e compensando le proprie emissioni. Più di 150 milioni di prodotti, eventi e servizi sono a Impatto Zero®.

Impatto Zero® quantifica l’impatto ambientale di attività, aziende, prodotti e persone calcolando le emissioni di anidride carbonica e gas a effetto serra e aiutando a ridurre e compensare le emissioni di CO2 con la creazione e tutela di nuove foreste in Italia e nel mondo. Si avvale di Università e Partner specializzati nel Life Cycle Assessment per il calcolo dell’impatto ambientale. Collabora con Parchi e Riserve per le attività di riforestazione e tutela dei terreni. Bios, ente riconosciuto dall’Unione Europea, certifica l’intera filiera di Impatto Zero®.

Il progetto offre una soluzione innnovativa per valutare e ridurre le emissioni di anidride carbonica, causa principale dell’effetto serra e degli sconvolgimenti del clima che ne derivano. Tutti noi produciamo anidride carbonica nella vita di tutti i giorni. Come accade?
Semplice: tutto quello che facciamo consuma energia.

E le materie prime più usate per produrre energia, attualmente, sono petrolio carbone e metano, che bruciando, emettono anidride carbonica, oggi troppa per il nostro pianeta. Gli alberi hanno la preziosa proprietà di assorbire l’anidride carbonica. E’ quindi fondamentale proteggere le ultime grandi aree verdi della nostra Terra, e crearne di nuove. Questo è Impatto Zero: un’azienda, una famiglia, una persona possono facilmente calcolare quanta CO2 emettono nell’atmosfera e decidere di compensare le emissioni contribuendo a riqualificare e tutelare aree verdi. Un gesto concreto per rispettare l’ambiente, per diventare persone, famiglie, aziende a Impatto Zero.

Efficienza per battere la crisi

Una campagna di manutenzione finalizzata alla ottimizzazione energetica e ambientale degli edifici, con un ritorno a medio termine di una riduzione dei consumi di energia di circa il 20% e a lungo termine di un rilancio dell’economia reale, dell’occupazione e degli investimenti privati. Questa proposta per l’Italia è emersa nel corso di Cityfutures, convegno promosso da Made Expo con l’apporto scientifico della Società Italiana della Tecnologia (SITdA). Dal 4 al 5 febbraio i massimi esperti del settore hanno delineato il futuro delle città e delle regioni metropolitane al 2050 e oltre, dal punto di vista ambientale, energetico, funzionale e sociale.

Un nuovo piano Marshall
Dall’incontro è emersa la necessità per l’Italia di un piano Marshall contro la crisi economica la cui strategia di intervento sia focalizzata su una campagna di manutenzione ordinaria e straordinaria su tutto il parco edilizio, residenziale, terziario, scolastico e ospedaliero, finalizzato al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi. Questa campagna, inizialmente mirata su interventi sui singoli edifici per proseguire in modo continuo e crescente su sistemi insediati sempre più complessi, vedrebbe coinvolte tutte le tecnologie (involucri, serramenti, esterni, elettrodomestici, illuminazione, riscaldamento, condizionamento, reti elettriche e idrauliche, riduzione dei rifiuti solidi urbani, trattamento delle acque reflue).
Una tale strategia, secondo gli esperti, consentirebbe nel breve e medio termine di tagliare del 20% i consumi di energia in tutti i settori interessati (abitazioni, uffici, scuole e ospedali), favorendo al contempo la ripresa dell’economia reale e dell’occupazione e stimolando gli investimenti privati.
I benefici per le aziende del settore edilizio e dell’indotto (che rappresentano 2-3 milioni di posti di lavoro in tutta la Penisola), oggi in una condizione di grave crisi, sarebbero enormi. Questa iniziativa, sostengono gli speaker di Cityfutures, può essere attuata rapidamente, quello che manca forse (aggiungiamo noi) è la volontà politica.

[ Articolo tratto da: “Casa & Clima”
http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=680:efficienza-energetica-per-battere-la-crisi&catid=1:latest-news&Itemid=50 ]