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Costruire alternativo con materiali naturali o di riciclo

Materiali e tecniche edili non convenzionali non determinano necessariamente manufatti poco durevoli o di dubbia qualità architettonica. 
Perciò, cemento, vetro, acciaio e derivati dal petrolio non sono gli unici materiali idonei per l’edilizia. Costruire alternativo,che è anche il titolo del volume a cura di A. Rogora e D. Lo Bartolo, è una sfida possibile e perseguibile. 
Come? È necessario riconsiderare le logiche progettuali, la gerarchia decisionale e verificare la disponibilità di materiale e manodopera sul luogo, in modo da raggiungere (o superare) i requisiti estetici e prestazionali dell’edilizia tradizionale. Rispetto l’architettura standard e codificata, quella alternativa innesca, inoltre, diverse sinergie tra progettista e manovalanza, nuove forme e modi di concepire l’abitazione, grazie ad un approccio innovativo e divertente. 

TESTIMONIANZE ED ESEMPI ARCHITETTONICI

L’anziana donna, Marià Ponce ad El Salvador, dopo aver perso tutto con l’alluvione, costruisce da sola la propria casa con coloratissime bottiglie di plastica. Il noto architetto spagnolo, Francisco Mangado, realizza un imponente colonnato di bambù per il padiglione spagnolo a Saragozza. A Gaza, l’ingegnoso palestinese Musa Zo’rob, per sopperire alla mancanza di materiale da costruzione, innalza fabbricati con sacchi di sabbia e fango. Una giovane comunità di Brighton edifica, secondo i criteri di Earthship, residenze in balle di paglia, terra cruda e gomme di auto. Questi sono esempi in cui la scarsità di materiali edili standard (per divieti, eccessivo costo o condizioni climatiche estreme), la coscienza ecosostenibile e la volontà cooperativa impongono nuovi modelli costruttivi, adeguati alle possibilità/necessità degli utenti e al contesto. 

INDICAZIONI TECNICHE E SOLUZIONI PROGETTUALI

Costruire alternativo illustra metodi atipici (tubi di cartone, superadobe, papercrete, bottiglie di vetro e plastica…) indicando le caratteristiche dei materiali utilizzati (peso e calore specifico, conduttività termica, permeabilità al vapore…), alcuni criteri progettuali, i pro e contro. L’approccio scientifico e le varie simulazioni (tesi di laurea, laboratori di costruzioni presso varie facoltà) smentiscono la convinzione che manufatti non tradizionali siano provvisori, caotici o poco resistenti. Nell’ottica di una fusione del fare e saper fare, è possibile sdoganare, perciò, materiali non propriamente edili, tecniche povere o miste, approdando a risultati inaspettati e gradevoli. 

ARCHITETTURA TRADIZIONALE VS ALTERNATIVA

La casa monoblocco con tetto a falda ed un paio di finestre rettangolari, non è solo una rappresentazione grafica infantile, ma anche la prima immagine mentale sul tema del costruire che accomuna intere generazioni. Strutture intelaiate di legno, divisori in Tetra Pak o papercrete, potranno sostituire le strutture intelaiate di cemento e le pareti di mattone o vetro. Il processo prevede non solo l’accettazione delle nuove metodologie costruttive, ma anche una maggiore attenzione all’autocostruzione, ai modelli partecipativi e alla sperimentazione. 

PAGLIA, CARTA E CARTONE, STRUTTURE ATIPICHE E RIFIUTI

Prodotti di qualità e a basso costo.Come realizzarearchitetture etiche e sostenibili, rispondenti ai moderni standard edilizi? La guida presenta alcune schede progettuali con vari materiali e tecniche, corredate di fotografie, disegni e una lunga bibliografia/sitografia di riferimento. Si scoprirà una trattoria/pasticceria milanese in cui il soffitto è caratterizzato da tubi di cartone e da accessori insoliti, quali teglie da forno, corde, carrucole e cassette da vino; come un gruppo di amici e parenti abbiano innalzato, grazie alle sapienti indicazioni del progettista, una casa in paglia; e, giusto per citare un altro esempio virtuoso, come una sola persona possa creare in un giorno, con 2200 bottiglie di plastica e rete da cantiere, un piccolo stand espositivo. 
[ Fonte: http://www.architetturaecosostenibile.it/ – Autori: Alessandro Rogora e Davide Lo Bartolo ]

Legnano (MI): modello edilizio con materiali di recupero

50 studenti del Politecnico di Milano hanno realizzato un modulo abitativo che verrà monitorato per 18 mesi.
Un punto informazioni e sede delle guardie ecologiche interamente realizzato con materiali di recupero (cartone, paglia, tetrapak, struttura con legname proveniente da demolizione, finestra e porta di recupero, ecc.) nel Parco Castello di Legnano. 

PARTECIPANTI. 

A realizzare il modulo edilizio Stone (SusTainable ONE), progettato dallo studio TME Architects di Legnano (archh. Alessandro Rogora, Edoardo Fioramonte e Davide Lo Bartolo), 50 studenti del Laboratorio di Costruzione I del Politecnico di Milano (prof. Rogora, Fianchini, Tagliabue) in soli 5 giorni. Nella realizzazione sono stati coinvolti: l’Amministrazione comunale di Legnano, Aemme, l’azienda municipalizzata per il trattamento rifiuti, 3 docenti e 7 professionisti che per l’intero semestre hanno collaborato al Laboratorio. 

CARATTERISTICHE. 

Le dimensioni in pianta sono pari a circa 3,50m x 2,70m con altezza interna di 2,70 m, mentre le fondazioni sono state realizzate utilizzando come casseri dei pneumatici riempiti di calcestruzzo. Per la struttura dei portali portanti (è stata utilizzata la tecnica costruttiva messa a punto da Walter Segal) sono stati impiegati elementi in legno provenienti dalla demolizione del vecchio palco del Cinema Teatro di Legnano. Le travature secondarie sono invece composte da legno di abete in parte di recupero e in parte di nuova fornitura. Per quanto riguarda le murature di tamponamento, queste sono di quattro diversi tipologie, con spessore di 20 cm: muratura in tetrapak (riutilizzando contenitori in poliaccoppiato rimessi in forma e chiusi), paglia di grano incollata con colla vinilica diluita (per questioni di tempo non è stato possibile utilizzare argilla), fogli di cartone ondulato e un impasto di cartacemento (Papercreete) in percentuali di peso 1:1. Le finiture esterne sono invece state realizzate con lastre di OSB, mentre per le finiture interne sono state utilizzati zoccolini di recupero e pannelli in OSB. 

MONITORAGGIO PER 18 MESI.

Il modulo edilizio è stato completato venerdì 28 giugno e il suo funzionamento verrà monitorato per circa 18 mesi dai ricercatori del Politecnico per verificare le prestazioni in opera delle soluzioni edilizie proposte.