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Il bonus fiscale per il recupero edilizio

Il bonus fiscale per il recupero edilizio conserva il suo appeal.

La detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione edilizia fa del 36% una delle agevolazioni fiscali più gradite.
E così le richieste continuano a crescere.

Cambia look il patrimonio immobiliare degli Italiani, al di là della crisi, tanto che sono arrivati fino a più di 452mila gli interventi registrati fino a novembre 2010.

Il record del 2009 è stato abbattuto già con un mese di anticipo sulla fine dell’anno, con una crescita, ad oggi, del 10,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il confronto con il 2008 è ancora più vistoso. Infatti, l’aumento rispetto a due anni fa, considerando lo stesso periodo gennaio-novembre, è addirittura del 28,1%.

Il tutto anche a favore del settore edilizio e dell‘emersione del lavoro nero.

[ Fonte: Agenzia delle Entrate ]

Se ristrutturo casa cosa devo fare?

Per fruire della detrazione Irpef sulle spese di ristrutturazione i contribuenti sono tenuti ad osservare una serie di adempimenti .

Comunicazione di inizio lavori: prima dell’inizio dei lavori è necessario inviare, con raccomandata, la comunicazione di inizio lavori redatta su apposito modello che si può reperire presso gli uffici territoriali dell’Agenzia o nel sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
La comunicazione (per tutte le regioni italiane e le province autonome) deve essere inviata al seguente indirizzo: Centro Operativo di Pescara – Via Rio Sparto, 21 – 65129 Pescara.

A tale modello devono essere allegati:
la copia della concessione, dell’autorizzazione o della comunicazione di inizio lavori, se previste dalla legislazione edilizia;
– i dati catastali (o, in mancanza, la fotocopia della domanda di accatastamento);
– la fotocopia delle ricevute di pagamento dell’Ici a decorrere dal 1997, se dovuta. Se, però, il contribuente che chiede di fruire della detrazione è un soggetto diverso da quello tenuto al pagamento dell‘Ici (ad esempio, l’inquilino), non è necessario trasmettere le copie delle ricevute. Anche per i lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali non va allegata la ricevuta di pagamento dell’Ici;
– la fotocopia della delibera assembleare (per i soli interventi che richiedono tale preventiva delibera) e della tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso in cui i lavori sono eseguiti sulle parti comuni di edifici residenziali. Se in seguito l’importo dei lavori eseguiti supera quello inizialmente preventivato, è necessario trasmettere la nuova e ulteriore tabella di ripartizione delle spese allo stesso ufficio che ha ricevuto la comunicazione originaria;
– la dichiarazione del proprietario di consenso all’esecuzione dei lavori, nell’ipotesi in cui questi siano eseguiti dal detentore dell’immobile (locatario, comodatario).

Anche se ricorrono alla dichiarazione sostitutiva, i contribuenti sono tenuti a barrare le caselle del modulo relative alla documentazione richiesta.

Per gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati, il modello di comunicazione può essere inviato anche successivamente alla data di inizio lavori purché entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta nel quale s’intende fruire della detrazione.

Comunicazione alla Azienda Sanitaria Locale
Contestualmente alla comunicazione al Centro Operativo di Pescara, a cura dei soggetti interessati alla detrazione, deve essere inviata all‘Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione con raccomandata A.R. con le seguenti informazioni:
– generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
– natura dell’intervento da realizzare;
– dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;- data di inizio dell’intervento di recupero.

La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl.

Pagamento
mediante bonifico
Per fruire della detrazione è necessario che le spese detraibili siano pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Sono escluse da tale modalità di pagamento quelle spese che non è possibile pagare con bonifico (ad esempio, oneri di urbanizzazione, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo).
Se vi sono più soggetti che sostengono la spesa e intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale di tutti coloro che sono interessati al beneficio fiscale.m Se il bonifico contiene l’indicazione del codice fiscale del solo soggetto che ha presentato il modulo di comunicazione al Centro Operativo di Pescara, gli altri aventi diritto, per ottenere la detrazione, devono indicare nell’apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale riportato sul bonifico.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che provvede al pagamento.
Al momento del pagamento del bonifico, dal 1° luglio 2010, banche e poste devono operare una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Altri adempimenti
I contribuenti interessati debbono conservare le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione e la ricevuta del bonifico. Tale documentazione, che deve risultare intestata alle persone che fruiscono della detrazione, infatti, deve essere esibita a richiesta degli uffici finanziari.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

[ Fonte: Agenzia delle Entrate – Tratto da Mondocasablog.com ]

Costruire e ristrutturare: bonus fiscale sul risparmio energetico

Estate, tempo di ristrutturazioni private e condominiali. E con il bonus fiscale è possibile affrontare le spese
Per le ristrutturazioni condominiali è sufficiente che l’
amministratore consegni a ogni condomino la copia della documentazione inviata al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate per la richiesta della detrazione fiscale, pari al 36% delle spese sostenute, ripartita secondo le quote versate in base alla tabella millesimale.
Questa certificazione comprende la dichiarazione di inizio lavori e le copie delle fatture e dei bonifici effettuati per il pagamento dell’opera edilizia. Ogni beneficiario dello sconto d’imposta deve aver cura di conservarla insieme alla dichiarazione dei redditi, per gli eventuali controlli fiscali.
A proposito di condomìni, ricordiamo che la circolare n. 40/2010 chiarisce che l’
amministratore di condominio non applica la ritenuta d’acconto a titolo d’imposta del 4% sui corrispettivi per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Questo per evitare che le imprese, che effettuano i lavori, subiscano una ”doppia” trattenuta.
Infatti, il dl 78 del 31 maggio 2010 ha introdotto l’obbligo da parte di banche e uffici postali di applicare, con decorrenza 1°
luglio, una ritenuta d’acconto del 10% sui bonifici relativi al pagamento di interventi di recupero del patrimonio edilizio o di risparmio energetico, calcolata sul totale del bonifico scorporato dell’Iva del 20%.

I numeri rispetto al 2009
Al 31 luglio è stato comunicato l’inizio di oltre 280mila ristrutturazioni che beneficeranno della detrazione fiscale. L’incremento maggiore, rispetto al periodo gennaio-luglio del 2009, è stato registrato nel Veneto, quasi il 17 per cento.
Le richieste per ottenere il bonus sono aumentate comunque su tutto il territorio nazionale. In media la crescita è del 9%, considerato anche l’unico dato con il segno meno, registrato in Campania, dove le ristrutturazioni sono state di poco inferiori al 2009 (-0,7%). A parte il Veneto, altre dieci regioni hanno avuto un aumento di oltre il 10 per cento.
Comprese in un range di percentuali, che va dal 14% del Trentino Alto Adige e della Calabria al 10% del Piemonte, ci sono, nell’ordine, Lombardia, Toscana e Marche (+13%), >Friuli Venezia Giulia (+12%), Emilia Romagna (+11%), Sardegna e Lazio (+10%). Le altre nove regioni, invece, hanno segnato un aumento di ristrutturazioni compreso fra l‘8% di Umbria e Liguria e il 4% di Basilicata e Puglia. Fra queste, Abruzzo e Valle d’Aosta (+6%), Sicilia e Molise (+5%).
I dati provinciali sono aumentati in media del 10%, con alcune punte rilevanti. Le province di Vibo Valentia (Calabria), Prato e Livorno (Toscana) e Padova (Veneto), infatti, hanno registrato, rispetto all’anno passato, un incremento di richieste del credito d’imposta per favorire il recupero del patrimonio edilizio, pari al 30 per cento.
Gennaio-Luglio 2010Il trend di crescita delle richieste dimostra che l’agevolazione fiscale 36% è molto apprezzata. Dal ‘98 a oggi, l’aumento di richieste del bonus edilizio è costante e ripete, ogni dodici mesi, la stessa linea di incremento, che, quasi fedelmente, rispecchia l’andamento delle stagioni meteorologiche e quello delle ferie estive. Infatti, anche quest’anno, in giugno, sono state iniziate oltre 53mila ristrutturazioni, ovvero il 19% del totale del periodo gennaio-luglio. Anche maggio ha realizzato un ottimo risultato: sono 52mila le dichiarazioni di inizio lavori inviate agli uffici delle Entrate.

Secondo il trend consueto, la maggior parte delle ristrutturazioni sono partite nel Nord-Italia, 206mila, mentre le restanti 77mila sono distribuite nelle regioni del Centro e del Sud. In testa alla classifica nazionale, infatti, il solito elenco: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. La prima regione, non settentrionale, è la Toscana al quinto posto, seguita dal Lazio, al sesto. La prima meridionale è la Puglia, decima nella graduatoria generale. Seguono Marche, Sicilia, Campania e Sardegna.

[ Tratto da Mondocasablog.com – Fonte: FiscoOggi ]