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Azzerare i costi di bollette energetiche: l’impianto fotovoltaico

Secondo i dati resi noti da Gruppo Immobiliare.it il costo di un impianto è di circa 20.000 euro e si ripaga in 10 anni. E il risparmio per ogni famiglia arriva a quasi 1.000 euro annui.
In Lombardia il maggior numero di impianti installati. In Puglia la maggiore potenza erogata

Alla fine di quest’anno entrerà in vigore il nuovo decreto interministeriale sugli incentivi per l’installazione degli impianti fotovoltaici, ma secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal proprio sito NuoveCostruzioni.it, sono già oltre 100.000 gli immobili italiani dotati di un impianto fotovoltaico, soprattutto case di nuova costruzione.Chi installa un impianto fotovoltaico, specie se integrato architettonicamente nell’immobile, oltre a ridurre l’inquinamento energetico, gode di diversi vantaggi. Non solo gli incentivi statali, ma anche una notevole riduzione del conto energia e, quindi, una bolletta molto più leggera.

I costi dell’installazione di un impianto possono essere influenzati da tanti fattori (vincoli urbanistici, strutturali…), ma l’analisi dell’Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ha stimato il costo di un sistema fotovoltaico in circa 20.000 euro.
Il tempo di rientro dell’investimento dipende da due variabili: orientamento dei pannelli e posizione geografica. Mediamente si può considerare che al Nord l’investimento verrà ripagato in 10-11 anni, mentre al Centro-Sud in 7-8 anni.

Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, ”Installare un impianto fotovoltaico permette di azzerare in tempi relativamente brevi i costi delle bollette energetiche che, in media, ammontano a 700 euro per ogni famiglia. In questo momento poi non si devono trascurare i benefici derivanti dagli incentivi che consentono di ammortizzare in breve tempo i costi sostenuti”.

Sulla base dei dati forniti da NuoveCostruzioni.it, è stato possibile anche rilevare il numero degli impianti fotovoltaici presenti in Italia che varia molto tra regione e regione; sia per quantità che per potenza installata. La Lombardia con i suoi oltre 15.000 impianti si colloca al primo posto per numerosità, seguita dal Veneto (10.700 impianti) e dall’Emilia Romagna (9100 impianti); mentre la Puglia è al primo posto per la potenza installata, 319 MW, seguita ancora una volta da Lombardia ed Emilia Romagna.

Secondo l’analisi effettuata da NuoveCostruzioni.it, la regione con la più alta percentuale di impianti fotovoltaici sui nuovi immobili è il Trentino (10%), seguita dal Friuli Venezia Giulia (8%).

[ Fonte: Mondocasablog.com ]

Ance – Legambiente: Piano casa, un impulso al risparmio energetico e all’ edilizia di qualità.

Ance e Legambiente condividono la necessità di riqualificare e rinnovare il patrimonio edilizio individuando provvedimenti immediati ed efficaci anche per la loro possibile funzione anticongiunturale. A tal fine ritengono opportuno che questa azione debba avvenire nell’ ambito di una politica industriale del settore delle costruzioni, che migliori la qualità del prodotto, sostenga la professionalità e la competenza degli attori del processo, stimoli l’ interesse e la sensibilità dei consumatori verso prodotti di qualità.
Nei maggiori Paesi industrializzati e, in particolar modo nei principali Paesi Europei, il percorso più efficace individuato è di legare la riqualificazione del patrimonio immobiliare ad obiettivi di efficienza energetica e di diffusione dell’ uso delle fonti rinnovabili. Un obiettivo ribadito dalla nuova direttiva 91 / 02 in discussione al Parlamento Europeo che ne prevede l’applicazione in tutti gli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.
L’ edilizia sostenibile del resto è uno dei Mercati di punta dei prossimi anni su cui scommette la Commissione Europea per sviluppare innovazione, muovere nuove filiere produttive, ridurre il consumo di energie di fonte fossile e di provenienza estera, contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 e conseguentemente, per il nostro Paese, contenere le sanzioni previste dal protocollo di Kyoto e dal pacchetto energia – ambiente 20.20.20.
Ance e Legambiente ritengono fondamentale che il provvedimento che il Governo si appresta a varare in materia di Edilizia – il cosiddetto “Piano casa” – promuova interventi che contribuiscano a rendere più moderno, efficiente e di qualità il patrimonio edilizio italiano. Per questo suggeriscono che gli aumenti di cubatura previsti siano legati ad obiettivi di risparmio e di riqualificazione energetica anche, dove tecnicamente possibile, attraverso l’ uso di energie da fonte rinnovabile.
L’ efficienza ed il miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio esistente e delle demolizioni e ricostruzioni, così come per le nuove costruzioni, deve costituire non solo un obbligo, in assolvimento agli impegni internazionali assunti, ma una scelta politica con cui riqualificare il patrimonio immobiliare e sostenere, anche con adeguati incentivi – volumetrici od economici – l’ innovazione del settore.
La semplificazione degli adempimenti in materia edilizia è un obiettivo non solo da condividere, ma da sottoscrivere. Il difficile rapporto con la Pubblica Amministrazione, spesso non in grado di rispondere nei tempi previsti dalle leggi, è una delle debolezze non solo del settore delle costruzioni, ma spesso di tutto il Paese. La soluzione, qualsiasi essa sia (tempi certi alle procedure vigenti, nuove procedure accelerate), deve però consentire un percorso che premi la qualità degli interventi e la professionalità degli operatori, definendo certezze più che deregolazioni generalizzate.
Importante a questo avviso è un confronto con le Regioni, sia per verificare esperienze già avviate sul territorio, sia per valutare le modalità con cui disciplinare la realizzazione degli interventi che non possono semplicemente aggiungere nuovi volumi, ma debbono definire con chiarezza le tipologie di intervento, i caratteri, le aree e le categorie in cui è permesso o in cui è escluso. Non è nell’ interesse di nessuno realizzare manufatti di scarsa qualità.
Interesse di tutti è valorizzare la possibilità che dalla riqualificazione del patrimonio edilizio possa venire una nuova qualità del progettare e del costruire che permetta a tutti – architetti, imprenditori, Enti locali – di valorizzare un settore tanto importante per l’ economia italiana, ma soprattutto di valorizzare l’ identità del paesaggio e delle città italiane.

[ fonte: http://www.mondocasablog.com ]