Seleziona una pagina

Una road map verso il solare fotovoltaico 2020

Se saranno garantite adeguate condizioni legislative, normative e tecnologiche, il mercato fotovoltaico italiano diventerà nei prossimi anni più competitivo e sostenibile, e potrà garantire entro il 2020 il 5-10% di elettricità e una maggiore sicurezza energetica nazionale, raggiungendo almeno 15 GW di potenza installata nel 2015 e creando circa 40 mila nuovi posti di lavoro.

Sono queste le stime sulle previsioni di andamento del mercato fv al 2015, presentate oggi dal presidente di GIFI-ANIE (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane) Valerio Natalizia, nel corso della conferenza CIS-IT 2011 di Roma.

Crescita sostenibile nei prossimi anni.
I dati GSE per la potenza cumulata a fine 2010 parlano di circa 3 GW, nel 2011 la crescita stimata sarà di circa 5 GW per effetto del Decreto Salva Alcoa per poi continuare negli anni successivi con livelli di installazione in linea con l’andamento degli ultimi due anni. “Il mercato fotovoltaico italiano continuerà a crescere in modo sostenibile anche negli anni futuri – dichiara Natalizia – contribuendo in modo sostanziale alla ripresa economica del nostro paese, rendendolo più indipendente dalle importazioni di energia, incrementando il numero degli occupati in tutta la filiera, portando ad un sostanziale bilancio tra oneri e benefici per il sistema Paese”.

Serve il sostegno delle istituzioni e il dialogo tra tutti gli attori
GIFI-ANIE chiede alle istituzioni di garantire un adeguato supporto all’industria fotovoltaica lungo tutta la filiera per garantire anche una maggiore sicurezza energetica nazionale. “Il nostro scopo – spiega Natalizia – è quello di coinvolgere tutti gli attori interessati al fotovoltaico in un processo di dialogo che porti alla definizione del percorso comune verso la stabilità del mercato e l’indipendenza dagli incentivi pubblici permettendo all’industria nazionale di cogliere le opportunità di mercato che si aprono a livello mondiale a partire dal bacino del Mediterraneo”.

La crescita sostenibile richiede una serie di condizioni
Le previsioni elaborate dal Gruppo (che rappresenta le imprese attive in Italia nel fotovoltaico), si basano “su condizioni legislative, normative e tecnologiche che dovranno essere garantite: adeguati incentivi ad ogni segmento di mercato fino alla piena competitività; omogeneità sul territorio delle procedure autorizzative; adeguata politica di sviluppo delle infrastrutture elettriche di trasmissione e distribuzione e delle smart-grid; priorità di dispacciamento dell’energia fotovoltaica in rete; certificazione e formazione degli installatori”.

Da Gifi-Anie le Linee Guida programmatiche
A tal fine il nuovo Comitato Direttivo GIFI-ANIE ha pubblicato un documento che mira a sostenere una diffusione sostenibile del solare fotovoltaico in Italia, secondo delle Linee guida programmatiche che riportiamo di seguito:
1) il solare fotovoltaico ha bisogno di adeguati meccanismi incentivanti per poter raggiungere la piena competitività con le altre fonti energetiche rinnovabili e non. Lo stato di piena competitività sarà raggiunto secondo le stime attuali in un arco di tempo compreso fra i 5 e i 10 anni e differenziato per taglia d’impianto e tipologia di applicazione;
2) i meccanismi basati sulla remunerazione dell’energia prodotta (anche detti “feed in tariff” o “in conto energia”) si sono dimostrati i più adeguati in quanto sono proporzionati all’effettiva produzione dell’impianto e pertanto favoriscono lo sviluppo di tecnologie al miglior rapporto prestazioni/costi. L’incentivo deve essere tale da garantire una remunerazione del capitale investito adeguata e comparabile con i ritorni di investimenti analoghi in campo energetico. Le risorse necessarie all’incentivazione devono restare a carico della bolletta elettrica e non della fiscalità generale. Qualsiasi limite sulla potenza installabile (annuale o cumulata) vanificherebbe gli sforzi e gli investimenti sinora sostenuti impedendo lo sviluppo dell’industria nazionale ed il raggiungimento della piena competitività e degli obiettivi nazionali sulle fonti rinnovabili al 2020;
3) ai meccanismi incentivanti devono essere abbinate politiche nazionali e locali di semplificazione di tutte le pratiche amministrative connesse alla autorizzazione, realizzazione, connessione alla rete, esercizio e dismissione a fine vita degli impianti;
4) al solare fotovoltaico dovrà anche in futuro essere concessa la priorità di dispacciamento sulla rete elettrica;
5) le realizzazioni finalizzate all’autoconsumo dell’energia prodotta e poste sulle coperture e sulle facciate degli edifici rappresentano le applicazioni ideali del solare fotovoltaico (generazione distribuita) che pertanto vanno maggiormente sostenute. Nondimeno sono da ritenersi accettabili impianti di generazione posti sul terreno, purché realizzati a valle di un attento studio di inserimento dell’impianto nel paesaggio esistente, privilegiando le aree a vocazione industriale e commerciale e i territori già compromessi da altre attività umane;
6) nell’ambito delle realizzazioni su edifici, le realizzazioni nelle quali il componente fotovoltaico è integrato in un elemento costruttivo dell’edificio (BIPV) dovranno essere privilegiati e maggiormente incentivati attraverso i meccanismi incentivanti e le semplificazioni amministrative;
7) alcun vincolo, limitazione o carattere di preferenza deve essere posto a componenti fotovoltaici e alla forza lavoro sulla base del Paese di produzione o di origine, se non quelli legati a criteri di sicurezza per le imprese installatrici, gli utilizzatori degli impianti e i cittadini in genere nonché di qualità;
8) l’industria nazionale lungo tutta la catena del valore deve essere adeguatamente supportata, nel rispetto delle regole internazionali della concorrenza, per far sì che stabilmente almeno il 50% degli incentivi erogati si distribuiscano in proventi ad aziende operanti sul territorio nazionale;
9) il solare fotovoltaico può e deve garantire entro il 2020 una quota di soddisfacimento dei fabbisogni elettrici italiani per una percentuale compresa fra il 5% e il 10% dei consumi annui;
10) la generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica deve essere abbinata sempre ad azioni di recupero di efficienza negli usi finali dell’energia.

[ Fonte: Casa&Clima.com ]

Il contributo delle rinnovabili

Il 21,2% dell’energia elettrica fornito dalle fonti rinnovabili

Il contributo delle
rinnovabili al bilancio elettrico italiano del 2009 secondo il GSE

Le fonti rinnovabili hanno contribuito per il 21,2% alla richiesta di energia elettrica del Paese. Nel 2009 gli impianti alimentati con fonti rinnovabili hanno raggiunto la potenza complessiva di 26,5 GW (+11,1% rispetto all’anno precedente) e la produzione lorda di 69,3 TWh (+19,2%).
Questi i dati contenuti nel ”Bilancio elettrico italiano del 2009”, pubblicato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che comunica la quota delle fonti rinnovabili che contribuiscono a soddisfare il fabbisogno nazionale.Secondo GSE nel 2009 la richiesta di energia elettrica sulla rete in Italia è risultata pari a 320,3 TWh, circa il 6% in meno rispetto all’anno precedente. Evidentemente la crisi economica ha interrotto il trend di crescita dei consumi elettrici. Gli effetti sono stati pesanti sul settore industriale, pressoché invariati i consumi degli altri settori, il cui peso relativo è di conseguenza aumentato. I consumi domestici rappresentano nel 2009 il 23% del totale, quelli del terziario il 32% ed infine quelli agricoli il 2%. Nel 2008 erano rispettivamente pari al 21%, al 29% e al 2%.
La richiesta di energia elettrica è stata soddisfatta con un maggior ricorso alle importazioni nette (+12%) e ad un minor ricorso alla produzione nazionale (-8%). Il forte incremento della generazione da fonti rinnovabili (+19%) ha contribuito a ridurre ulteriormente l’utilizzo dei combustibili fossili (-14%). Le fonti fossili continuano a fornire il contributo principale al soddisfacimento della domanda elettrica (65%), seguiti dalle rinnovabili (21%) e dalle importazioni nette (14%). Analizzando i soli impianti alimentati da fonti rinnovabili, alla fine del 2009, la potenza installata in Italia è pari a 26.519 MW, dell’11% più elevata rispetto all’anno precedente. Mentre la fonte prevalente continua ad essere quella idroelettrica, il contributo più rilevante alla crescita della potenza proviene dalla fonte eolica.
Continuano a crescere gli impianti fotovoltaici sul territorio nazionale: nel 2009 il loro numero e la potenza installata sono più che duplicati rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere la soglia di 71.288 impianti per 1.144 MW complessivi.
Un contributo non trascurabile arriva anche dai nuovi impianti alimentati con biomasse e rifiuti, la cui potenza installata cresce del 30% passando dai 1.555 MW del 2008 ai 2.018 MW del 2009.
La produzione lorda di energia elettrica da fonte rinnovabile nel 2009 è stata pari a 69.330 GWh, il 19% più elevata rispetto all’anno precedente. Gran parte di tale crescita (67%) è spiegata dall’aumento della produzione idroelettrica che raggiunge i 49.138 GWh (+18% rispetto al 2008) grazie alle favorevoli condizioni di idraulicità registrate nell’ultimo anno. Sempre più rilevante è il contributo dalla produzione degli impianti eolici e da quella degli impianti alimentati con biomasse e rifiuti. Tale fenomeno testimonia la variazione strutturale riscontrabile nella composizione del parco di produzione nazionale: solo 10 anni prima, nel 2000, la produzione idroelettrica rappresentava l’87% del totale prodotto da fonti energetiche rinnovabili, valore che nel 2009 è sceso al 71%.
Infine, passa dal 16,5% al 20,8% l’incidenza della produzione da fonti energetiche rinnovabili rispetto al consumo interno lordo, proprio per la variazione positiva dell’apporto delle rinnovabili e la diminuzione della richiesta di energia elettrica.

[ Fonte: GSE – Articolo tratto da Mondocasablog.com ]

Risparmio energetico per case e condomini

Agevolazioni fiscali per la produzione di energia elettrica.
La tariffa omnicomprensiva erogata dal GSE SpA (Gestore dei Servizi Energetici opera per la promozione dello sviluppo sostenibile) alle persone fisiche e agli enti non commerciali che immettono in rete energia prodotta da impianti fino a 20 kw a servizio dell’abitazione o della sede dell’organizzazione non è imponibile ai fini Iva, mentre per le imposte dirette rientra tra i redditi diversi (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 88/E del 2010).

[ Fonte: Assocond – Conafi , articolo tratto da Mondocasablog.com ]