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Costruzioni ad alto risparmio energetico nell’altomilanese

L’ormai sempre più diffusa idea di un comune impegno per il rispetto dell’ambiente sta spingendo molti imprenditori, in particolare nel settore immobiliare, a rivedere i propri standard costruttivi per migliore la qualità abitativa dei nuovi edifici unitamente ad un risparmio energetico non indifferente.
Alcuni esempi di questa tendenza che si sta sviluppando sempre più nel corso degli ultimi anni sono diversi cantieri nati nella zona dell’alto milanese, in particolare due sono, anche se in maniera differente, chiari esempi di questa evoluzione.

Giardini di Michelangelo

Uno di questi sorge a Catellanza, “I Giardini di Michelangelo”, in provincia di Varese, un importante esempio di come sta cambiando l’approccio al mondo dell’edilizia da parte di molti costruttori.

Nello specifico questa Residenza, costruita dall’Impresa Carboncini, è stata progettate secondo il metodo Carboclima. Un metodo di costruzione per la realizzazione di edifici a basso impatto energetico messo appunto dall’impresa Carboncini, azienda con più di 60 anni di esperienza, che ormai costruisce tutti i suoi edifici secondo questo metodo che classifica i suoi edifici in CLASSE A.
Anche il recente complesso residenziale Cerro Green affronta la problematica del risparmio energetico, anche se con standard diversi, è interessante vedere come un progetto in convenzione con il comune di Cerro Maggiore preveda un programma d’intervento basto su dei principi costruttivi imprescindibili per l’amministrazione comunale.
Infatti uno di punti cardini dell’intervento è garantire permeabilità alle energie naturali in modo da assicurare caratteristiche termiche equilibrate prestando attenzione ai diversi fattori di risparmio energetico, come conduzione del calore, l’isolamento termico, accumulazione del calore. ecc. tutte operazioni propedeutiche alla creazione di un clima ”sano” all’interno degli alloggi.

È chiaro che è in corso un netto cambiamento che abbraccia tutto il settore, orientato ad una nuova etica socio ambientale che guarda verso un benessere globale

Un “cappotto” per la casa: coibentazione termica per muri esterni

Il cappotto per l’ isolamento termico e per un abitare che garantisce un basso consumo energetico pur mantenendo tutto il comfort abitativo. Isolamento termico significa innanzitutto tutela ambientale. Isolare la vostra casa rispettando le più severe norme costruttive, significa ottenere un perfetto consumo energetico, beneficiare degli incentivi fiscali sul rispetto ambientale, assicurare un’ atmosfera di vero benessere e, allo stesso tempo, dimostrare sensibilità verso l’ ambiente, poiché un minor dispendio energetico comporta automaticamente meno emissioni di sostanze nocive (es. produzione di CO2 nell’ aria) e un minor sfruttamento delle risorse naturali sempre più rare e preziose.

L’ isolamento termico delle pareti esterne
Le tecniche sono diverse, in rapporto alla diversa successione degli strati e al conseguente differente comportamento della struttura sulla quale sono posizionati. Tuttavia è da tener presente che la scelta del tipo di coibentazione dipende da particolari vincoli (statici, estetici, di ingombro), che non consentono un’ effettiva ottimizzazione tecnico – economica. L’ isolamento termico può essere realizzato dall’ esterno, dall’ interno o nell’ intercapedine.

Isolamento dall’esterno
È indubbiamente la soluzione più efficace per isolare bene un edificio: in particolare è molto conveniente quando è comunque previsto un rifacimento della facciata. Le soluzioni adottabili sono essenzialmente due: Isolamento “a cappotto” e Isolamento a parete ventilata.

Isolamento a cappotto
Consiste nell’ applicare sulla faccia esterna della parete un pannello di materiale isolante ricoperto da un intonaco, rinforzato da un’ armatura e completato da uno strato di finitura. Questo tipo di coibentazione consente di eliminare i ponti termici e i fenomeni di condensazione del vapore acqueo, migliora l’ inerzia termica dell’ edificio ed aumenta la temperatura superficiale degli strati costituenti la struttura edilizia. I materiali più usati sono il polistirene espanso e la lana minerale; sono da evitare feltri in fibre minerali per le loro scarse caratteristiche meccaniche. Solitamente la posa del cappotto è effettuata a circa 2 m sopra il piano di calpestio per evitare danni da urti. Naturalmente i materiali isolanti devono avere ottime caratteristiche meccaniche e tecniche per resistere agli agenti atmosferici e consentire una posa adeguata, affinché i dati prestazionali dei cappotti esterni garantiscano idonea permeabilità al vapore e capacità di assorbimento dell’ acqua meteorica quasi nulla.

Il cappotto in sintesi
Consiste nell’ installazione di un particolare materiale isolante sui muri esterni dell’ abitazione, per ridurre in modo significativo le dispersioni termiche ed eliminare così tutti i problemi connessi. Una casa isolata male normalmente disperde molta energia all’ esterno e quindi necessità di una spesa maggiore per il riscaldamento invernale e il condizionamento estivo. Nelle abitazioni il flusso termico attraverso le pareti fluisce verso l’esterno nei periodi freddi e verso l’ interno nei periodi estivi; i criteri essenziali per ridurre questo naturale fenomeno sono:* impedire che il calore attraversi le pareti per conduzione,* impedire che la parete perda calore per irraggiamento.

Il ‘cappotto‘ permette anche l’ eliminazione dei ponti termici rappresentati dalle zone nella struttura dell’ abitazione realizzate con materiali che conducono agevolmente l’ energia termica (per esempio il calcestruzzo usato nelle parti portanti) e che possono causare la formazione di muffe e umidità localizzate, oltre che una perdita di calore. Il risultato finale si presenta esteticamente come una normale parete intonacata, dura e consistente al tatto; solo tambureggiando con le nocche delle dita si può udire un rimbombo molto attenuato che evince la presenza, nel substrato, di un materiale leggero ed isolante.

[ fonte: www.mondocasablog.com ]

Bioarchitettura. Il tetto verde: un impianto di climatizzazione naturale

Una soluzione ecologica ottimale per migliorare il clima della nostra terra.
Studi condotti da un laboratorio specializzato dell’ Università di Berkeley (S. Francisco, California) hanno evidenziato che nelle grandi città le temperature estive in media sono superiori di circa 5 gradi Fahrenheit rispetto a quelle dei sobborghi con giardini. E che quanto più la temperatura è elevata tanto più rapida è l’ attività chimica che produce l’ inquinamento.
A Los Angeles, ad esempio, un grado Fahrenheit in più comporta un aumento di inquinamento attorno al 3%. Sulle coperture trattate con materiali neri bituminosi le temperature, nei mesi più caldi, possono superare i 50 gradi centigradi. Le coperture a verde, invece, proteggono il
tetto dai raggi UV, dalle intemperie e dai danni meccanici, riducendo a 40° la differenza di temperatura (un valore sopportabile) e raddoppiando la durata del tetto stesso, favorendo nel contempo un ambiente interno gradevole in qualunque stagione.
I tetti inverditi rinfrescano e inumidiscono l’ aria trattenendo le particelle di polveri (fino all’ 85%) e delle precipitazioni (più del 50%). Le acque raccolte evaporano così in modo naturale, anziché scomparire nei pozzetti sotto forma di costose acque di scarico. E non solo. Contribuiscono anche alla depurazione naturale dell’ aria, riducendo gli agenti inquinanti fino al 95% in 48 ore.
I risultati di uno studio diretto dal Prof. H.J. Liesecke hanno dimostrato che gli inverdimenti estensivi con muschi e piante grasse riescono a ridurre efficacemente gli agenti inquinanti dei gas di scarico, confermando che il
tetto verde è un fondamentale elemento disinquinante: letteralmente consuma il calore, il quale viene trasformato in energia che, a sua volta, alimenta erba e piante, si trasforma cioè in biomassa.
Una simulazione relativa a Los Angeles indica che le coperture a verde sui tetti, con la conseguente diminuzione della temperatura, produrrebbero una riduzione pari al 10% del livello di ozono e l’ eliminazione dello smog pari alla sostituzione di una percentuale rilevante delle automobili con altre ad emissione zero. Recenti studi hanno anche evidenziato che le coperture a verde abbattono quasi al 100% le onde elettromagnetiche (ripetitori TV, cellulari, ecc).

Perché un tetto verde?
Per la straordinaria quantità di vantaggi rispetto alle tradizionali soluzioni in coppi o alle squallide coperture dei palazzi cittadini: 1) È bello da vedere e, secondo i casi, fruibile. 2) Protegge la copertura
riducendo l’ escursione termica giornaliera e stagionale. 3) Aumenta l’ isolamento termico e acustico dell’ edificio4) Riduce l’ inquinamento dell’ aria intrappolando le polveri sottili

Tutti questi vantaggi riguardano la casa e il quartiere che la circonda. Nell’ aspetto paesaggistico e soprattutto per quartieri di piccole case, che potrebbero armonizzarsi completamente con i loro giardini. La copertura può garantire un’ escursione di meno di 30° tra inverno ed estate (contro i 100° cui può arrivare un tetto tradizionale), proteggendo la struttura portante del tetto dalla dilatazione e dalla contrazione termica e realizzando così un isolamento termico che consente un discreto risparmio di energia per il riscaldamento (il tetto, infatti, è la via di fuga preferita per il calore) e riduce, di conseguenza, la necessità di emettere fumi per il riscaldamento stesso.
Da non dimenticare che l’ intrappolamento di inquinanti atmosferici produce un grande vantaggio ambientale, per cui, se applicato su larga scala nelle città, il tetto verde consente una discreta diminuzione dell’ effetto isola di calore (per approfondimenti sul tema: Meteo.it).
Va tuttavia precisato che il tetto verde può andare bene per case nuove, ma non è economico metterlo sul costruito esistente. Oltre che richiedere delle cure (va innaffiato se non piove da settimane), è più costoso di quello tradizionale e può essere messo a dimora solo se la struttura portante regge carichi che vanno dai 100 kg (tetto inclinato) ai 300 kg (tetto piano con giardino a piccoli arbusti) al metro quadro.

Il tetto verde in Italia?
Pare che anche nel nostro Paese si stia sviluppando il mercato del verde pensile, nel quale fanno scuola i tedeschi, sia per la normativa edilizia che per le tecnologie e le imprese più all’ avanguardia. L’ idea è quella di sostituire la normale copertura del tetto con un vero e proprio giardino; è praticabile sia nei tetti piani di grande superficie che nei tetti inclinati di piccole casette familiari. Ovviamente nel primo caso lo spazio sarà anche a disposizione come area ricreativa, nel secondo no.
Sono attive in Italia aziende specializzate. Eventuali incentivi previsti dal regolamento edilizio e distribuiti tramite bando non sono ancora una realtà per il verde pensile. Unico esempio, finora, viene dal Comune di Bolzano, che ha aperto la strada favorendo lo sviluppo dei tetti verdi tramite l’ obbligo sulle nuove costruzioni di avere il certificato casaclima (una sorta di bollino simile a quelli posti sugli elettrodomestici, che certifica il consumo energetico delle abitazioni).
Sul territorio italiano è presente l’ associazione di categoria AIVEP (Ass. Italiana Verde Pensile) e ci sono stati eventi di sensibilizzazione pubblica per la diffusione di questa innovazione da parte di Legambiente e SkyGardenProject. Non esistono però incentivi su grande scala per grandi città, come invece avviene per il Green roof pilot program, a Toronto. In molte città della Germania oltre il 13% degli edifici ha il tetto verde.

Approfondimenti
Per quanto riguarda gli aspetti relativi al comportamento termico di alcune soluzioni ecologiche, che adottano la vegetazione come elemento termoregolatore dell’ involucro edilizio, soffermandosi in particolare sulla tecnologia del tetto verde, occorre precisare che, se da un lato sono più o meno noti i vantaggi di carattere estetico, ecologico (miglioramento del microclima urbano, regimazione idrica, filtraggio delle polveri, benefici psicologici per l’ uomo) ed economico (maggiore durata dell’ impermeabilizzazione, aumento di valore degli immobili), dall’ altra non sono ancora sufficienti le informazioni relative alle prestazioni termiche di tale sistema di copertura, che consentirebbero di adottarlo con maggior consapevolezza e di giustificarne l’ utilizzo, nonostante i costi di realizzazione e di manutenzione superiori ai tradizionali sistemi di copertura, alla luce di un possibile risparmio energetico.

I vantaggi derivanti dal Tetto Verde:
– isolamento termico
– regolazione del deflusso delle acque meteoriche
– lunga durata dell’ impermeabilizzazione
– depurazione e ossigenazione dell’ aria
– riduzione delle polveri (particolato solido) in sospensione nell’ aria
– difesa da inquinamento acustico
– disponibilità di nuovi spazi per il ciclo vitale di insetti e uccelli

[ fonte: www.mondocasablog.com ]