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Legnano (MI): modello edilizio con materiali di recupero

50 studenti del Politecnico di Milano hanno realizzato un modulo abitativo che verrà monitorato per 18 mesi.
Un punto informazioni e sede delle guardie ecologiche interamente realizzato con materiali di recupero (cartone, paglia, tetrapak, struttura con legname proveniente da demolizione, finestra e porta di recupero, ecc.) nel Parco Castello di Legnano. 

PARTECIPANTI. 

A realizzare il modulo edilizio Stone (SusTainable ONE), progettato dallo studio TME Architects di Legnano (archh. Alessandro Rogora, Edoardo Fioramonte e Davide Lo Bartolo), 50 studenti del Laboratorio di Costruzione I del Politecnico di Milano (prof. Rogora, Fianchini, Tagliabue) in soli 5 giorni. Nella realizzazione sono stati coinvolti: l’Amministrazione comunale di Legnano, Aemme, l’azienda municipalizzata per il trattamento rifiuti, 3 docenti e 7 professionisti che per l’intero semestre hanno collaborato al Laboratorio. 

CARATTERISTICHE. 

Le dimensioni in pianta sono pari a circa 3,50m x 2,70m con altezza interna di 2,70 m, mentre le fondazioni sono state realizzate utilizzando come casseri dei pneumatici riempiti di calcestruzzo. Per la struttura dei portali portanti (è stata utilizzata la tecnica costruttiva messa a punto da Walter Segal) sono stati impiegati elementi in legno provenienti dalla demolizione del vecchio palco del Cinema Teatro di Legnano. Le travature secondarie sono invece composte da legno di abete in parte di recupero e in parte di nuova fornitura. Per quanto riguarda le murature di tamponamento, queste sono di quattro diversi tipologie, con spessore di 20 cm: muratura in tetrapak (riutilizzando contenitori in poliaccoppiato rimessi in forma e chiusi), paglia di grano incollata con colla vinilica diluita (per questioni di tempo non è stato possibile utilizzare argilla), fogli di cartone ondulato e un impasto di cartacemento (Papercreete) in percentuali di peso 1:1. Le finiture esterne sono invece state realizzate con lastre di OSB, mentre per le finiture interne sono state utilizzati zoccolini di recupero e pannelli in OSB. 

MONITORAGGIO PER 18 MESI.

Il modulo edilizio è stato completato venerdì 28 giugno e il suo funzionamento verrà monitorato per circa 18 mesi dai ricercatori del Politecnico per verificare le prestazioni in opera delle soluzioni edilizie proposte.

Green Kinder House: edificio ad impatto zero!

La Green Kinder House (GKH) è un’innovativa idea di costruzione esposta alla fiera MADE di quest’anno. 
Il progetto è stato sviluppato dall’architetto Massimiliano Mandarini, ricercatore presso il Politecnico di Milano ed esperto di tecnologie sostenibili, in collaborazione con numerose aziende. I partner che hanno preso parte al progetto sono 25 e hanno contribuito alla fornitura delle tecnologie e dei materiali per la realizzazione del prototipo in scala naturale. 

L’IDEA

L’idea di partenza per la Green Kinder House nasce dal desiderio di elaborare un nuovo modello per vivere lo spazio e il tempo nell’ottica di ecosostenibilità e di edifici a impatto zero. Viene pensato come modulo diversamente componibile e sfruttabile in svariati contesti: opere pubbliche (asili nido, spazi ludici, parchi) e opere private (social housing, eco quartieri, residenze green building). 

I TEMI

La realizzazione si declina in due prototipi, chiamati “design for nature”, che vengono inseriti in un progetto che prevede al piano terra uno spazio pubblico a misura di bambino “play” e al piano primo uno spazio abitativo ecosostenibile “living”, al quale si accede attraverso una rampa panoramica. L’installazione si sviluppa su circa 300 mq e si incentra su tre temi principali: 
1 – Sostenibilità del ciclo di vita del progetto: innovazione e funzionalità nel design, architettura a impatto zero, filiera corta nelle componenti del prodotto di architettura, integrazione della componente verde, riciclo e riconversione delle componenti. 2- Sistemi costruttivi Green Building: modularità e flessibilità della struttura e degli spazi dell’involucro, pensato come produttore di energia e mobile, a misura delle diverse condizioni climatiche, velocità nella realizzazione di montaggio e nelle diverse possibilità di uso, grazie alla pianta libera nell’ottica di un’ “architettura rinnovabile”. 3 -Qualità dell’ambiente interno: attenzione ai temi antisismici e a spazi a misura di bambino e a tutte le utenze sensibili, in un atteggiamento di “design per tutti”. 

LA STRUTTURA

La struttura è una piastra prefabbricata antisismica, disposta su due livelli. Al piano terra si sviluppa quella che viene chiamata “architettura educativa”, in cui lo spazio diventa propedeutico all’importante concetto e stile di vita, qual è la sostenibilità. Attraverso l’uso creativo e innovativo dello spazio e del design, promuovendo l’educazione anche attraverso l’interazione di tecnologie, soluzioni e materiali in modo tale da rendere il bambino attivo e stimolato, che interagisce con l’ambiente fisico e sociale. L’accesso al piano superiore avviene, come già detto, attraverso una rampa panoramica, che offre una visione dall’alto del giardino ludico previsto al piano terra e che costeggia il tetto e le parete del blocco superiore, che è completamente ricoperto da una parete verde. Il primo livello costituisce una residenza ecosostenibile, una Green House. Gli spazi sono scanditi dalla natura e dal suo rapporto con gli spazi antropici; il simbolo di questa tematica è l’Albero tecnologico, che vuole rappresentare lo sviluppo futuro verso energie pulite, sostenibili ed compatibili. La copertura è costituita da un orto, seguendo e completando i temi di filiera a chilometri zero ed educazione, sia alimentare che sociale.