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Un record di efficenza made in Italy a Trento

190 moduli fotovoltaici, 15 collettori solari, green roof di 2.500 mq per la nuova sede Bauer.

Un record di efficienza, quello a messo a punto dalla nuova sede dell’azienda Bauer di Trento

Si tratta, infatti, del primo edificio nel nostro Paese ad essere stato certificato LEED con il livello di certificazione più alto (livello GOLD). 
La committenza Bauer SpA ha deciso di realizzare l’edificio con l’obiettivo primario di riduzione dell’impatto ambientale. Non a caso il progetto si qualifica per le soluzioni ottimali in termini di efficienza energetica ed idrica, scelta dei materiali, gestione del sito di progetto, qualità ambientale degli spazi interni e innovazioni nella progettazione. 
UNA MISSION AZIENDALE: LA SOSTENIBILITÀ. 
“La nuova sede Bauer è il primo edificio a livello mondiale ad aver conseguito la certificazione secondo i criteri LEED Italia – afferma Giovanna Flor, amministratore unico di Bauer SpA – ha realizzato questo stabilimento produttivo secondo i più moderni standard di sostenibilità in edilizia. 
Questo riconoscimento rappresenta un passo importante e va a sottolineare una missione che da sempre vede legata la nostra azienda a valori nei quali crediamo fortemente come la naturalità e sostenibilità ambientale”. 
UN PROGETTO AMBIZIOSO
Dietro al progetto l’architetto Massimo Leonardelli di Oficina Engineering, il quale ha focalizzato l’attenzione su forti elementi di sostenibilità, stando attento a dedicare nell’organizzazione degli spazi una notevole importanza alla persona e al contesto naturale. 
A seguire, invece, il coordinamento generale di LEED l’azienda Strategie d’Impresa, associata a GBC Italia. “Il risultato raggiunto è frutto di un impegno costante da parte di tutti i soggetti coinvolti e della disponibilità anzitutto di Bauer di mettersi in gioco su un progetto tanto ambizioso quanto complesso” , dichiara Edo Grassi, amministratore delegato di Strategie d’Impresa. 
MOBILITÀ A BASSO IMPATTO AMBIENTALE
Collocato a Spini di Gardolo, a Trento, l’edificio è situato in una posizione strategica per la mobilità degli occupanti, in prossimità di fermate di trasporti pubblici e attrezzato con una serie di portabiciclette. 
Un tetto verde di 2.500 mq ricopre la struttura, consentendo un’impermeabilizzazione naturale e spazio per un orto didattico. Tra le scelte progettuali anche un sistema di gestione delle acque, l’installazione di rubinetterie elettroniche temporizzate, che consentono un risparmio idrico annuale di oltre il 45% e il recupero dell’acqua piovana attraverso un specifico sistema di stoccaggio delle acque meteoriche. 190 
MODULI FOTOVOLTAICI E 15 COLLETTORI SOLARI. 
Ottimi risultati sono stati raggiunti anche nell’area Energia e Atmosfera grazie all’installazione di 190 moduli fotovoltaici e 15 collettori solari. Gli ambienti interni sono stati, invece, pensati per garantire il massimo comfort degli utenti. Tra le soluzioni adottate, la creazione di ampie vetrate protette da frangisole in legno per modulare l’ingresso della luce solare diretta e un sistema di riscaldamento e rinfrescamento radiante.

Bioarchitettura. Il tetto verde: un impianto di climatizzazione naturale

Una soluzione ecologica ottimale per migliorare il clima della nostra terra.
Studi condotti da un laboratorio specializzato dell’ Università di Berkeley (S. Francisco, California) hanno evidenziato che nelle grandi città le temperature estive in media sono superiori di circa 5 gradi Fahrenheit rispetto a quelle dei sobborghi con giardini. E che quanto più la temperatura è elevata tanto più rapida è l’ attività chimica che produce l’ inquinamento.
A Los Angeles, ad esempio, un grado Fahrenheit in più comporta un aumento di inquinamento attorno al 3%. Sulle coperture trattate con materiali neri bituminosi le temperature, nei mesi più caldi, possono superare i 50 gradi centigradi. Le coperture a verde, invece, proteggono il
tetto dai raggi UV, dalle intemperie e dai danni meccanici, riducendo a 40° la differenza di temperatura (un valore sopportabile) e raddoppiando la durata del tetto stesso, favorendo nel contempo un ambiente interno gradevole in qualunque stagione.
I tetti inverditi rinfrescano e inumidiscono l’ aria trattenendo le particelle di polveri (fino all’ 85%) e delle precipitazioni (più del 50%). Le acque raccolte evaporano così in modo naturale, anziché scomparire nei pozzetti sotto forma di costose acque di scarico. E non solo. Contribuiscono anche alla depurazione naturale dell’ aria, riducendo gli agenti inquinanti fino al 95% in 48 ore.
I risultati di uno studio diretto dal Prof. H.J. Liesecke hanno dimostrato che gli inverdimenti estensivi con muschi e piante grasse riescono a ridurre efficacemente gli agenti inquinanti dei gas di scarico, confermando che il
tetto verde è un fondamentale elemento disinquinante: letteralmente consuma il calore, il quale viene trasformato in energia che, a sua volta, alimenta erba e piante, si trasforma cioè in biomassa.
Una simulazione relativa a Los Angeles indica che le coperture a verde sui tetti, con la conseguente diminuzione della temperatura, produrrebbero una riduzione pari al 10% del livello di ozono e l’ eliminazione dello smog pari alla sostituzione di una percentuale rilevante delle automobili con altre ad emissione zero. Recenti studi hanno anche evidenziato che le coperture a verde abbattono quasi al 100% le onde elettromagnetiche (ripetitori TV, cellulari, ecc).

Perché un tetto verde?
Per la straordinaria quantità di vantaggi rispetto alle tradizionali soluzioni in coppi o alle squallide coperture dei palazzi cittadini: 1) È bello da vedere e, secondo i casi, fruibile. 2) Protegge la copertura
riducendo l’ escursione termica giornaliera e stagionale. 3) Aumenta l’ isolamento termico e acustico dell’ edificio4) Riduce l’ inquinamento dell’ aria intrappolando le polveri sottili

Tutti questi vantaggi riguardano la casa e il quartiere che la circonda. Nell’ aspetto paesaggistico e soprattutto per quartieri di piccole case, che potrebbero armonizzarsi completamente con i loro giardini. La copertura può garantire un’ escursione di meno di 30° tra inverno ed estate (contro i 100° cui può arrivare un tetto tradizionale), proteggendo la struttura portante del tetto dalla dilatazione e dalla contrazione termica e realizzando così un isolamento termico che consente un discreto risparmio di energia per il riscaldamento (il tetto, infatti, è la via di fuga preferita per il calore) e riduce, di conseguenza, la necessità di emettere fumi per il riscaldamento stesso.
Da non dimenticare che l’ intrappolamento di inquinanti atmosferici produce un grande vantaggio ambientale, per cui, se applicato su larga scala nelle città, il tetto verde consente una discreta diminuzione dell’ effetto isola di calore (per approfondimenti sul tema: Meteo.it).
Va tuttavia precisato che il tetto verde può andare bene per case nuove, ma non è economico metterlo sul costruito esistente. Oltre che richiedere delle cure (va innaffiato se non piove da settimane), è più costoso di quello tradizionale e può essere messo a dimora solo se la struttura portante regge carichi che vanno dai 100 kg (tetto inclinato) ai 300 kg (tetto piano con giardino a piccoli arbusti) al metro quadro.

Il tetto verde in Italia?
Pare che anche nel nostro Paese si stia sviluppando il mercato del verde pensile, nel quale fanno scuola i tedeschi, sia per la normativa edilizia che per le tecnologie e le imprese più all’ avanguardia. L’ idea è quella di sostituire la normale copertura del tetto con un vero e proprio giardino; è praticabile sia nei tetti piani di grande superficie che nei tetti inclinati di piccole casette familiari. Ovviamente nel primo caso lo spazio sarà anche a disposizione come area ricreativa, nel secondo no.
Sono attive in Italia aziende specializzate. Eventuali incentivi previsti dal regolamento edilizio e distribuiti tramite bando non sono ancora una realtà per il verde pensile. Unico esempio, finora, viene dal Comune di Bolzano, che ha aperto la strada favorendo lo sviluppo dei tetti verdi tramite l’ obbligo sulle nuove costruzioni di avere il certificato casaclima (una sorta di bollino simile a quelli posti sugli elettrodomestici, che certifica il consumo energetico delle abitazioni).
Sul territorio italiano è presente l’ associazione di categoria AIVEP (Ass. Italiana Verde Pensile) e ci sono stati eventi di sensibilizzazione pubblica per la diffusione di questa innovazione da parte di Legambiente e SkyGardenProject. Non esistono però incentivi su grande scala per grandi città, come invece avviene per il Green roof pilot program, a Toronto. In molte città della Germania oltre il 13% degli edifici ha il tetto verde.

Approfondimenti
Per quanto riguarda gli aspetti relativi al comportamento termico di alcune soluzioni ecologiche, che adottano la vegetazione come elemento termoregolatore dell’ involucro edilizio, soffermandosi in particolare sulla tecnologia del tetto verde, occorre precisare che, se da un lato sono più o meno noti i vantaggi di carattere estetico, ecologico (miglioramento del microclima urbano, regimazione idrica, filtraggio delle polveri, benefici psicologici per l’ uomo) ed economico (maggiore durata dell’ impermeabilizzazione, aumento di valore degli immobili), dall’ altra non sono ancora sufficienti le informazioni relative alle prestazioni termiche di tale sistema di copertura, che consentirebbero di adottarlo con maggior consapevolezza e di giustificarne l’ utilizzo, nonostante i costi di realizzazione e di manutenzione superiori ai tradizionali sistemi di copertura, alla luce di un possibile risparmio energetico.

I vantaggi derivanti dal Tetto Verde:
– isolamento termico
– regolazione del deflusso delle acque meteoriche
– lunga durata dell’ impermeabilizzazione
– depurazione e ossigenazione dell’ aria
– riduzione delle polveri (particolato solido) in sospensione nell’ aria
– difesa da inquinamento acustico
– disponibilità di nuovi spazi per il ciclo vitale di insetti e uccelli

[ fonte: www.mondocasablog.com ]