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La nuova app dell’agenzia delle entrate

La nuova app dell’agenzia delle entrate

Domanda: a cosa serve la nuova app dell’Agenzia delle Entrate?

Da poche settimane è disponibile la nuova app dell’Agenzia delle Entrate per evitare code al catasto. Il biglietto elimina code fornito dall’Agenzia delle Entrate consente di accedere in giornata all’ufficio desiderato. Una volta preso appuntamento, basterà presentarsi allo sportello dell’ufficio per parlare con chi di dovere.

E’ importante sottolineare che sia l’app che il sito web non permettono di pianificare appuntamenti a distanza di giorni o settimane. Le prenotazioni contemplate vanno dalle ore 6:00 fino a esaurimento della disponibilità, esclusivamente nella giornata in cui si fa richiesta.

L’App dell’Agenzia delle Entrate offre nuove e utili funzionalità fra cui il ticket virtuale per evitare le code negli uffici del catasto, il servizio web mail per contattare direttamente il call center e l’assistenza telefonica che prevede una interlocuzione con un operatore in carne ed ossa, e non con una voce parlante. L’assistenza telefonica consente di contattare il call center dell’Agenzia dal proprio smartphone o tablet tramite il numero dedicato, digitando un tasto di scelta rapida senza bisogno di uscire dall’app. E se non si ha tempo di stare al telefono si possono presentare richieste via SMS per informazioni più veloci come scadenze e codici tributo. Sono supportati messaggi testo contenenti fino a 640 caratteri, mentre in precedenza il limite massimo era di 160.

Quando ottenere la detrazione sul mutuo

Quando ottenere la detrazione sul mutuo

Domanda: in quali casi è possibile ottenere le detrazioni sul mutuo?

Gli interessi passivi maturati su questi tipi di mutuo possono essere portati in detrazione al 19% al momento della dichiarazione dei redditi.

Una delle più comuni riguarda tutti quei mutui erogati per una casa coniugale: il caso più tipico è quello di un immobile acquistato dopo il matrimonio in comunione dei beni, quindi con un mutuo cointestato. Essendo l’abitazione di proprietà di entrambi, ai due coniugi viene riconosciuta la rispettiva percentuale di detrazione. Le cose cambiano se l’immobile è stato comprato prima del matrimonio da uno solo dei due coniugi: la detrazione spetterà solo a quest’ultimo, anche nel caso in cui l’altro coniuge dovesse partecipare alle spese con un contratto di mutuo cointestato. In altre parole, l’agevolazione fiscale spetta soltanto a chi è proprietario dell’immobile e solo per la quota di interessi passivi effettivamente versati.

Un altro caso è quello dell’abitazione cointestata ai due coniugi, ma con il mutuo in carico a uno solo dei due: al soggetto che ha stipulato il mutuo viene riconosciuta la detrazione piena, quindi pari al 19% di tutti gli interessi passivi pagati. Se invece uno dei due coniugi è a carico, l’altro può beneficiare interamente della detrazione. Quando uno dei due coniugi è incapiente, non a carico dell’altro e il mutuo è cointestato, la sua quota di agevolazione non può essere recuperata dall’altro e viene quindi persa.

 

 

Come sono accatastati gli immobili

Come sono accatastati gli immobili

Se si volesse trovare una definizione di accatastamento fabbricati, si potrebbe dire che si tratta di un processo burocratico che identifica un immobile, chiarendone i dati di base e la rendita fiscale. E’ un documento utile non solo per i pagamenti di IMU ed IRPEF, ma anche per la richiesta del certificato di agibilità e di abitabilità di un determinato fabbricato.

L’accatastamento immobili è un procedimento da rielaborare ogni qualvolta vengano effettuate delle ristrutturazioni, degli ampliamenti, dei restauri, dei cambi di destinazioni d’uso o dei frazionamenti di strutture esistenti. Inoltre, l’accatastamento immobili deve essere effettuato indipendentemente dall’uso che sarà poi fatto delle strutture, il quale potrebbe essere residenziale, commerciale, direzionale, industriale o agricolo. In ogni caso, bisogna contattare il responsabile che si occuperà dell’accatastamento fabbricati prima della fine dei lavori effettuati.

L’accatastamento fabbricati per nuova costruzione, in effetti, altro non è che il censimento della proprietà. Un passaggio che si rivela obbligatorio e indispensabile, al fine di attribuire un valore fiscale al bene posseduto. Con l’accatastamento fabbricati viene anche definita la categoria di appartenenza dell’unità immobiliare. Questo servizio è rivolto non solo a coloro che stanno costruendo una nuova struttura, ma anche ai proprietari di immobili in ristrutturazione o comunque molto antichi e che non hanno denunciato al catasto la propria unità.

Come posso accatastare il mio immobile?

Per chi si stia chiedendo come ottenere un accatastamento fabbricati, è bene dire che le pratiche vengono compilate in diverse fasi. Una prima fase consiste nella redazione della planimetria delle unità immobiliari. Successivamente, si procede con la compilazione di una serie di modelli, mediante un programma ministeriale denominato DOCFA (Documento Catasto Fabbricati), il quale permette di attribuire la rendita catastale all’unità immobiliare.

Nel caso in cui si tratti di nuova costruzione, occorrerà dapprima redigere la pratica al Catasto Terreni, seguendo uno schema di tipo mappale, per portare così a termine l’aggiornamento e l’inserimento nella mappa catastale del fabbricato o dell’unità immobiliare.

L’ approvazione della richiesta e la ricevuta della pratica denominata DOCFA permettono di ricevere sia gli identificativi catastali con cui si individua l’immobile (foglio, numero o particella e subalterno) sia la rendita dell’unità immobiliare, che ha decorrenza immediata. L’Amministrazione Finanziaria ha tempo un anno per accertare, variare o confermare l’accatastamento immobili proposto.

Eventuali rettifiche all’accatastamento immobili devono obbligatoriamente essere notificate ai proprietari dell’immobile, che potranno presentare eventuali ricorsi. Il nostro Studio si occuperà per voi di effettuare il sopralluogo, il rilievo dell’immobile in pianta, oltre alla predisposizione del documento DOCFA e dell’inoltro presso il Nuovo Catasto Edilizio Urbano ed il Nuovo Catasto Terreni.

 

 

Arriva il portale immobiliare che “ripaga” chi vende casa

Arriva il portale immobiliare che “ripaga” chi vende casa

Arriva l’agenzia, senza mandato in esclusiva, che ripaga il venditore. È questa l’offerta, basata su risparmio e massima libertà, di SkyCasa.it, start up immobiliare che sta iniziando a promuoversi sul mercato. E che fa fare un altro passo in avanti all’ondata di proptech nel settore immobiliare.

È stata fondata da due agenti cagliaritani: Andrea Anedda, già fondatore di BeHouse (rete di consulenti) e di Michele Schirru, attivo in Italia ma con alle spalle un’esperienza di sei anni in Gran Bretagna. Come per le altre startup del genere, il fulcro del servizio sta nello sbrigare le pratiche da remoto, per mezzo di una app: dalla gestione del foglio visite, fino alla stesura del preliminare, tutto può essere effettuato a distanza, eventualmente con l’uso della firma digitale.

La particolarità di SkyCasa.it è che si propone come un ibrido tra intermediario e semplice società di servizi. «Il venditore che vuole sfruttare i nostri canali ha due strade: caricare da solo sul portale le fotografie e la descrizione della casa, comprensiva di misura commerciale. Oppure, se vuole che ce ne occupiamo noi, scegliere un pacchetto foto più planimetria che costa 249 euro ed è fornito da Idealista. In entrambi i casi, prima della pubblicazione, il nostro team da remoto valuta la congruenza degli elementi, non prima di aver verificato la titolarità dell’immobile e la visura catastale. A quel punto l’annuncio viene pubblicato sui principali portali del settore – spiega Schirru –. Il venditore, però, firma solo un modulo di adesione, non un mandato a vendere in esclusiva. In altre parole, se tramite canali propri riesce a vendere la casa a un altro privato, noi non chiediamo nulla. Mentre se il foglio visite testimonia che l’acquirente è stato recuperato grazie ai nostri annunci, allora diventiamo a tutti gli effetti intermediario».

E qui c’è la seconda particolarità. Mentre l’acquirente paga una commissione pari al 3%, al venditore viene addirittura restituito l’1% del prezzo finale, fino a un massimo di 4.998 euro. «Certo questo erode i margini. Ma andiamo a caccia dei venditori concentrandoci sulle prime dieci città italiane come volumi di compravendita. E non avendo i costi fissi di un negozio fisico, possiamo ugualmente restare in utile – conclude il fondatore di SkyCasa, che auspica di destare l’attenzione dei fondi –. Al contrario di altri concorrenti di questo segmento, per ora non abbiamo alcun socio di capitale forte. Per questo, nei prossimi mesi, ci limiteremo a campagne pubblicitarie sui principali canali on line per farci conoscere».

 

 

La storia di un’azienda. Come avere informazioni?

La storia di un’azienda. Come avere informazioni?

Domanda: è possibile avere informazioni su tutti i titolari e soci di un’azienda?

Si, è possibile. Nelle visure camerali si trovano tutti i dati di una impresa: dalla data di costituzione ed iscrizione.

Se si vuole conoscere la storia dell’impresa, ossia tutte le modifiche avvenute dalla data di costituzione sino alla data dell’ultimo protocollo, si dovrà però richiedere una visura camerale storica.

Negli ultimi anni sono stati fatti degli interventi di aggiornamento con lo scopo di rendere la nuova visura camerale  sempre più la “carta d’identità” delle imprese. L’obiettivo generale è, infatti, quello di semplificare la sua lettura e comprensione. Queste modifiche hanno riguardato, ad esempio, la copertina della visura, le sezioni sede e statuto, le sezioni soci e titolari di diritti su quote e azioni.

Nelle visure delle imprese con un numero di dipendenti superiore a 5 sono presenti anche alcune tabelle statistiche riguardanti gli addetti di fonte INPS, in relazione alla distribuzione percentuale degli addetti per contratto (es. tempo determinato, tempo indeterminato, ecc…), orario di lavoro (es. tempo parziale, tempo pieno, ecc…), qualifica (es. Quadri, dirigenti, impiegati ecc…).

Per ottenere la Visura Camerale si deve fornire  la Partita Iva o Ragione Sociale (Denominazione Azienda) dell’azienda, se invece è un’impresa Individuale Cognome, Nome e Codice Fiscale del soggetto su cui effettuare la ricerca. Per entrambe le tipologie, la ricerca può essere fatta su una provincia specifica, oppure su scala nazionale.

Prestito: tipologie e finalità

Prestito: tipologie e finalità

Domanda: Ho bisogno di prestito, devo per forza specificare il fine?

I prestiti personali esistono proprio per permettere a persone fisiche l’acquisto di beni e servizi; concedere del credito al fine di sostenere i consumi delle famiglie rimandando il pagamento o rateizzandolo. Si possono distinguere due tipi di finanziamenti: i prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati. La principale differenza tra le due tipologie è che nei prestiti finalizzati il denaro viene erogato direttamente al venditore del bene- come nel caso della rateizzazione per l’acquisto dell’automobile. Per i prestiti non finalizzati invece la somma di denaro viene erogata al richiedente senza che vi sia l’acquisto di uno specifico bene o servizio, in questo caso il richiedente quindi può disporre dell’importo ottenuto in totale autonomia, senza alcun vincolo. Per accedere al prestito è necessario presentare delle garanzie che tuttavia sono più limitate rispetto ai finanziamenti a lungo termine. Le garanzie generalmente richieste sono: un reddito, un conto corrente e l’assenza del soggetto richiedente nella lista dei cattivi pagatori.

Il cliente una volta ricevuto il finanziamento si impegna alla restituzione graduale del capitale ricevuto in prestito e alla corresponsione degli interessi così come pattuito in sede di sottoscrizione del contratto. La restituzione avviene solitamente in modo graduale e periodico attraverso delle rate, generalmente costanti e a cadenza mensile.